Ipoteca su immobile iscritta nel 2004 per una cartella del 1990 su un immobile di proprietà di un soggetto che non aveva un centesimo di debito - Può accadere anche questo, purtroppo!

Domanda di Cala
1 novembre 2015 at 15:12

Vi racconto una storia: però credetemi, non è una barzelletta, non ridete, è successo sul serio.

Esatri Esazione spa, in base a delle cartelle esattoriali risalenti agli anni 90 (nello specifico, 7 cartelle esattoriali risalenti al 90-97-96-97-98-98-99) nel 2004 iscrive ipoteca legale su un immobile (il mio).

La cartella esattoriale più sostanziosa (e che ha permesso l'iscrizione dell'ipoteca legale) risale al 1990.

Quindi, dopo ben 14 anni dalla predisposizione della cartella esattoriale (e ormai a credito prescritto) Esatri iscrive ipoteca sul mio immobile, ma non procede mai a pignoramento, nonostante siano passati (25 anni dalla predisposizione della cartella esattoriale e 11 anni dall'iscrizione dell'ipoteca).

Ma la sapete qual è la cosa più divertente (vi prego non sganasciatevi dalle risate: la cosa è seria)!

La cosa più divertente è che Esatri Esazione spa (Equitalia) ha iscritto tale ipoteca legale sul mio appartamento, nonostante non sia io il loro debitore (io non ho un centesimo di debito nei confronti del fisco, nè di Esatri) ma il mio dante causa (cioè il soggetto dal quale io nel 2004 ho acquistato l'immobile).

Quindi, riassumendo, nonostante fossero prescritti tutti termini per poter procedere e nonostante, quindi, fosse decaduto anche il potere di procedere alla riscossione del credito, Esatri Esazione spa (Equitalia) procede ugualmente all'iscrizione dell'ipoteca legale su un immobile e lo fa dopo il rogito (ancorchè prima della relativa trascrizione) tramite il quale io sono diventato proprietario di questo appartamento ipotecato.

Quindi io (che in vita mia non non ho mai avuto un centesimo di debito nei confronti del fisco nè di nessun altro) oggi scopro, dopo 11 anni dall'acquisto del mio appartamento, di avere una casa ipotecata da Esatri, in quanto, lo stesso Esatri ha atteso ben 14 anni (dal 1990 al 2004) prima di iscrivere ipoteca su questo immobile (per una cartella esattoriale risalente a ben 25 anni prima) e lo ha fatto dopo che lo stesso immobile era stato venduto al sottoscritto.

Ovvio, la sfortuna ha voluto che tra il rogito (15 marzo 2004) e la trascrizione del medesimo (9 aprile 2004) fosse iscritta questa ipoteca legale (in data 19 marzo 2004) e che il notaio non se ne sia accorto, ma a me pare alquanto bizzarro che Esatri dopo ben 25 anni dalla predisposizione di una cartella esattoriale ancora abbia a pretendere il pagamento di un debito di circa 44.000 nei confronti di un soggetto che non è il loro debitore (cioè Esatri vuole i soldi da me altrimenti non rilascia la liberatoria dell'ipoteca) e che a causa di tale debito (ormai prescrittosi da una vita) io debba tenermi una casa su cui grava questa ipoteca legale, che non possa vendere più questo immobile per il quale avevo già stipulato un compromesso con tanto di caparra confirmatoria (rogito fissato il 6 novembre 2015), che non possa più procedere ad un altro acquisto che mi sono obbligato a fare con il ricavato della vendita (rogito fissato il 13 novembre 2015), che debba perdere I soldi delle relative caparre e provvigioni delle agenzie immobiliari e che, per giunta, non abbia nemmeno il diritto di pretendere che Esatri proceda in autotutela all'annullamento di queste cartelle esattoriali e alla concessione della liberatoria, con successiva cancellazione dl'ipoteca legale.

Voi al posto mio che fareste?

Risposta di Annapaola Ferri
1 novembre 2015 at 15:46

Raccogliamo e pubblichiamo la sua testimonianza non mancando di rilevare, insieme a lei, la stranissima circostanza dell'iscrizione ipotecaria avvenuta dopo 14 anni dall'avvio dell'azione esecutiva nei confronti del debitore alienante l'immobile da lei acquistato.

In ogni caso, se la trascrizione dell'ipoteca era preesistente (seppur di venti giorni) a quella di trasferimento di proprietà in suo favore, il notaio aveva l'obbligo di rilevarla e rimettere in discussione un rogito basato su una situazione affatto diversa da quella prospettata in atti.

Il notaio andrebbe citato giudizialmente per risarcimento danni.