Intimazione di pagamento - Richiesta di ulteriori chiarimenti

Domanda di marco45
29 settembre 2016 at 13:58

In riferimento a questa discussione vorrei aggiungere che non mi è chiaro se oggi che ho ricevuto questo atto di intimazione con scadenza 5 giorni i beni siano stati già individuati e Equitalia attenda il passare di questo tempo per pignorarli oppure se questo atto non abbia altro che gli effetti, ossia sia uguale, a una normale cartella con scadenza 60 giorni (ma con tempistiche diverse).

Mi spiego meglio: anche in una cartella dopo 60 giorni potrebbe, in via teorica, già dal 61esimo scattare il fermo auto, ipoteca ecc ecc. nei fatti però non avviene, generalmente ci vuole sempre un po di tempo (magari qualche mese). Quindi gli effetti di questo atto di intimazione sono i medesimi e con gli stessi tempi di un cartella (fermo restando che iniziano dopo 5 giorni e non 60) oppure sono molto + rapidi?

Sto cercando di calcolarmi in modo molto indicativo dei tempi, perchè se decorsi i 5 giorni inizia la ricerca prima di beni mobili e immobili e poi presso terzi i tempi (di pignoramento del conto) non sono immediati, ma se invece la ricerca è già stata fatta e attendono solo il passare dei 5 giorni allora è molto diverso..

Risposta di Giorgio Martini
29 settembre 2016 at 14:17

Per rispondere alla sua domanda bisogna considerare che la ricerca dei beni pignorabili del debitore ha un costo in termini di tempo che il funzionario preposto a seguire la pratica dovrebbe comunque impegnare (partiamo dal presupposto che l'accesso all'anagrafe tributaria sia gratuito per Equitalia).

Sarebbe antieconomico, oltre che da irresponsabili, organizzare una strategia aziendale di riscossione coattiva che anteponesse la ricerca dei beni pignorabili del debitore alla scadenza del termine di 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale o dei 5 giorni dalla data di notifica dell'intimazione al pagamento.

E, se nei termini suddetti, il debitore adempisse?

Per risolvere la sua esigenza di guadagnare tempo, l'unica seria soluzione percorribile appare quella di chiedere la rateizzazione del debito: certo, non si tratta di un escamotage a costo zero, la rata viene calcolata anche su cinque anni ma in relazione all'intero debito iscritto a ruolo (quindi su tutte le cartelle) precludendo anche la possibilità di presentare un eventuale ricorso in caso di successivo accertamento dell'intervenuta prescrizione.