Ingiunzione di pagamento da parte del mio ex avvocato

Domanda di Orazio
19 febbraio 2015 at 05:18

Ho avuto una semplice discussione col mio avvocato circa una parcella veramente troppo onerosa.

Per tutta risposta ho ricevuto una avviso in cui mi si intimava il pagamento di una somma ancora maggiore e infine un'ingiunzione di pagamento dal giudice di pace di circa 4000 € da pagare entro 10 giorni.

Io non ho alcun contratto scritto riguardante la suddetta parcella, mentre la sua richiesta è stata dichiarata congrua dall'ordine degli avvocati.

Anche se ignorante in materia giudiziaria ho capito di non avere alcuna possibilità di oppormi con successo all'ingiunzione e non vorrei aggravare ulteriormente la mia posizione con ulteriori spese.

La casa in cui risiedo non è di mia proprietà, ho 20 euro sul conto corrente, ho venduto l'auto e sono disoccupato. Sono cointestatario di un libretto di risparmi con i miei genitori ma non voglio assolutamente coinvolgerli in questo.

Cosa devo aspettarmi adesso? Cosa dovrei fare?

Risposta di Ludmilla Karadzic
19 febbraio 2015 at 05:31

Visto come sono andate le cose, può aspettarsi di tutto: sembra che, per l'avvocato, la questione sia diventata di principio.

Ed allora, la prima cosa da fare è intestare il libretto di risparmio esclusivamente ai genitori.

Come abbiamo spesso scritto, il pignoramento presso la residenza del debitore è azione esecutiva assai poco efficace: il creditore vi ricorre solo se il debitore risiede in abitazioni di pregio dove è possibile rinvenire arredi di lusso, oggetti d'arte o di antiquariato, gioielli e preziosi. Oppure, quando si tratta di farsi passare il classico sfizio, per dare una lezione al debitore.

Per superare la presunzione legale di proprietà, principio in base al quale tutto ciò che è presente nella casa in cui risiede è di proprietà del debitore, bisognerebbe perfezionare, e registrare presso l'Agenzia delle entrate, un contratto di comodato gratuito sottoscritto da lei e da chi le ha locato l'appartamento.