rata debito

Domanda di utente
11 novembre 2011 at 16:46

Nel febbraio scorso (8 anni dal presunto debito) il legale di una casa editrice mi ha diffidata a pagare una presunta “rata” che io non ritenevo di dovere.

Si trattava di una serie di pubblicazioni che l'editore mi inviava a seguito proposta telefonica (nessun contratto, nessuna firma che io ricordi). La prima l'ho ricevuta e pagata, le altre le ho rispedite (rifiutate al mittente) perché facevano pena e compassione.

Ho incautamente ignorato la diffida e ora (un altro anno ancora è trascorso) ho ricevuto addirittura una citazione a comparire davanti al Giudice di Pace a Milano (io sono di Catania) per quel presunto debito, con il rischio di dover pagare anche interessi e spese legali!

Telefonicamente, mi è stato elegantemente fatto notare che assumere un avvocato a mia volta per difendermi e presenziare all'udienza a 1200 km di distanza sarebbe più oneroso che pagare un debito che non credo di avere.

A me sembra un'estorsione mascherata. Io non ricordo di avere alcun pagamento in sospeso con la società che mi cita, ma non ho nessun tipo di documentazione (neanche di quella pubblicazione ricevuta e pagata…sono passati quasi dieci anni, avrei dovuto conservarli così a lungo?)

Loro hanno i loro file contabili che attestano che ho rispedito indietro tutti gli altri volumi, ma che comunque vantano un qualche credito nei miei confronti. Come mi difendo?

Di certo non ho più ricevute postali o bollettini, ma loro non hanno neanche una mia firma. Possono davvero obbligarmi a spendere un pozzo di soldi per un debito che reclamavano di meno di 20 euro ma che io sono convinta non dovevo?

Con il senno di poi, avrei dovuto pagarli a mò di tangente per evitare guai peggiori?

Perchè così basterebbe reclamare un qualunque pagamento di beni a distanza di 8-9 anni per incassare del denaro…ai più sarebbe difficile dimostrare di non dovere quei pagamenti, e se la giustizia costa più della prevaricazione, allora si farebbe prima a pagare. Davvero triste.

Risposta di Carla Benvenuto
11 novembre 2011 at 16:48

La questione è molto semplice:

  1. la competenza è del Giudice di Pace di residenza del consumatore (a meno che lei non sia una società o una ditta individuale) quindi è sufficiente costituirsi in giudizio davanti al giudice di pace di Milano eccependo l'incompetenza e tutto verrà spostato a Catania dove avrà più facilità a farsi assistere;
  2. sul contratto la questione è più delicata perché il fatto di aver pagato è un elemento a suo sfavore mentre la totale inesistenza di un contratto firmato da lei uno a suo favore.