Esenzione ticket sanitario e relativo isee

This topic contains 1 reply, has 2 voices, and was last updated by  Piero Ciottoli 2 years, 4 months ago.

Viewing 2 posts - 1 through 2 (of 2 total)
Domanda di GiorgiaeMarco
14 dicembre 2011 at 07:59

Vorrei capire fino a che punto la legge italiana possa cadere continuamente e palesemente in contraddizione…..

Sono disoccupata, quindi non ho reddito, non ho proprietà di nessun tipo e vivo assieme al mio compagno (non coniuge) nel suo appartamento, e NON abbiamo figli.

Ora vorrei chiedere l’esenzione per il ticket farmaceutico (mi è stata già rilasciata dall’ Asl l’esenzione sanitaria per gli esami etc), ma il Caf mi chiede per l’Isee di portare il reddito del mio compagno.

Il Sig. Petrella gentilmente mi ha spiegato (e colgo l’occasione di ringraziare) che per lo Stato risultiamo legati da affinità e parentela, non avendo dichiarato il contrario al momento della mia presa di residenza, e che per fare tale modifica bisogna recarsi al Comune.  

Allora, se per lo Stato risultiamo legati da affinità e parentela e di conseguenza è richiesto il SUO reddito, perché non può scaricare le mie spese mediche, e invece per scaricarle dovrei  rivolgermi a mio padre?

Se fosse data la possibilità a lui di scaricare le mie spese mediche non avrei neanche pensato di chiedere le esenzioni … ci sembra una pura contraddizione in termini … perché DEVE pagare e NON può scaricare?

Risposta di Piero Ciottoli
14 dicembre 2011 at 13:58

Cominciamo subito col dire – solo per non confondere eventuali lettori della discussione – che il dott. Petrella ha parlato di vincoli affettivi, di affinità o parentela che in genere vengono assunti esistere, salvo dichiarazioni contrarie dell’interessato, per aggregarlo alla famiglia anagrafica ospite in occasione di trasferimenti di residenze.

I vincoli di affinità sono quelli che intercorrono con i parenti acquisiti (suocero, suocera, nuora, genero, cognato ecc.).

Per quanto attiene gli altri interrogativi che lei pone, non so darle risposta senza cadere nella politica. Il nostro è uno stato clericale a tutti gli effetti, dove le unioni di fatto non hanno pari dignità di quelle tradizionali riconosciute da Stato o Chiesa.

Bisognerebbe domandarsi anche perchè la chiesa cattolica non paga l’ICI per edifici non propriamente dedicati al culto. O perchè l’istruzione privata nelle scuole private gestite dalla chiesa cattolica venga erogata da docenti pagati dallo Stato, ma scelti dai vescovi.

In alcune regioni italiane, addirittura, per l’esenzione ticket non viene considerato il nucleo familiare ISEE ma quello fiscale.

Ma quali soggetti sono stati penalizzati dall’adozione del nucleo familiare fiscale al posto del nucleo familiare ISEE?

Come le dicevo, è dai tempi remoti dei patti lateranensi che subiamo una intollerabile ingerenza della chiesa cattolica negli affari di stato ed assistiamo alle esternazioni (purtroppo) influenti di un clero aduso a “predicare bene e razzolare male”, compiacente verso i ricchi ed i potenti, ma colpevolmente silente ed indulgente (in cambio di qualche sostanziosa prebenda, come appunto l’esenzione al pagamento dell’ICI sugli immobili di proprietà della Chiesa) quanto a comportamenti e condotte che avrebbero fatto rivoltare Gesù nella tomba, se non fosse resuscitato.

Se, di tanto in tanto, costretti malvolentieri da eventi innegabili e non mistificabili dai tiggì, i prelati muovono una flebile voce di ammonimento, non si capisce mai a chi tale ammonimento sia rivolto.

Giusto per consentire a qualche saltimbanco da circo di andare in televisione per riferire ed annunciare, come vangelo, l’interpretazione autentica: il porporato si riferiva immancabilmente a tutti coloro che mangiano carne di venerdì, non osservano il precetto pasquale, la domenica non si recano a messa, non confessano i propri settimanali peccati e non prendono la santa eucarestia …

Appunto, fra coloro che vivono ai margini dell’etica e della morale cattolica, ed aggiungiamo dell’ipocrisia cattolica (quella contestualizzata ed opportunamente adattata da monsignor Fisichella, giusto per capirci) le vittime del nucleo familiare fiscale: le unioni di fatto con prole.

Infatti Compongono il nucleo familiare fiscale, oltre al coniuge non legalmente ed effettivamente separato, le persone a carico per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia in quanto titolari di un reddito non superiore ad Euro 2.840,51.

Esempio di applicazione: madre senza reddito convivente con figli minore e padre naturale non convivente. Il nucleo familiare ISEE sarebbe costituito dalla madre e dai figli soltanto, con reddito familiare nullo. Ma se il padre naturale, non convivente, percepisce reddito e gode delle detrazioni IRPEF per i figli, il nucleo familiare fiscale va a comprendere madre, padre e figli (il nucleo familiare fiscale non potrebbe essere costituito solo dal padre naturale e dai figli minori, essendo questi ultimi presenti nello stato di famiglia della madre).

L’effetto (in?)desiderato ed iniquo è rappresentato dal reddito familiare fiscale calcolato, di conseguenza, da quello del padre naturale. Questo anche se, come quasi sempre accade, il padre naturale non contribuisce in alcun modo al mantenimento dei figli.

Altre letture consigliate

Viewing 2 posts - 1 through 2 (of 2 total)

Questo non e' propriamente un forum di discussione, ma uno spazio reso disponibile ai lettori registrati per porre una domanda ed ottenere una risposta. Per fornire un servizio efficiente, ottimizzare le poche risorse disponibili ed evitare gli interventi di soggetti non autorizzati, gli utenti non possono rispondere alle domande ne' replicare alle risposte degli esperti. Se hai necessita' di chiarimenti e/o ritieni di voler approfondire altri aspetti della questione di tuo interesse, dovrai inserire una nuova domanda. In questo caso, considera che non sara' necessariamente la stessa persona a risponderti. Pertanto, la nuova domanda dovra' essere comprensibile a chiunque la legga per la prima volta.






.