Pignoramento del conto corrente su cui viene accreditato uno stipendio già pignorato dal datore di lavoro

Domanda di Giorgio
27 maggio 2016 at 03:01

Esempio pratico: stipendio al netto di contributi € 2500, cessione quinto € 500, prestito delega € 500, futuro pignoramento presso terzi alla fonte (datore di lavoro) per debito di natura ordinaria € 500 (un quinto).

Domanda: utilizzando un c.c. bancario unicamente per appoggio versamento stipendio, quale potrebbe essere l'eventuale ulteriore pignoramento (dopo il versamento dello stipendio già decurtato del quinto pignorato alla fonte) per ulteriori debiti ordinari? Un quinto della somma versata? In questo caso il quinto ulteriore si calcola sul netto versato (quindi, nell'esempio € 1000 versati) quindi ulteriore pignoramento di € 200, o sul netto totale dello stipendio di € 2500, quindi € 500?

Risposta di Giorgio Martini
27 maggio 2016 at 03:38

L'articolo 545 del codice di procedura civile dispone che le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale, quando l'accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento; quando l'accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma, nonché dalle speciali disposizioni di legge.

L'importo dell'assegno sociale è al momento pari a 448,52 euro.

Dunque, ipotizziamo che nelle condizioni esposte un primo creditore abbia ottenuto il pignoramento dello stipendio ed un secondo creditore proceda a pignorare il conto corrente dove mensilmente arriva un accredito di mille euro e dove risulta una disponibilità di X euro.

Se la notifica del pignoramento alla banca è successiva all'accredito dello stipendio (o di quello che di esso rimane), al debitore, per quel che attiene l'ultimo stipendio accreditato, deve essere lasciato un importo equivalente al triplo dell'assegno sociale, pari a 1345,56 euro. Nel caso specifico, pertanto, potranno essere pignorati X - mille euro.

Se, invece, l'accredito in conto corrente dello stipendio è successivo alla notifica del pignoramento (e antecedente al blocco delle operazioni operato dalla banca, che dovrebbe essere immediato) al debitore va lasciato l'intero stipendio accreditato, dal momento che, nella fattispecie, la retribuzione mensile (al netto degli oneri fiscali e contributivi ed al lordo di cessioni e deleghe) ha già subito il pignoramento alla fonte.

Nel caso specifico, pertanto, potranno essere pignorati X - mille euro.

Come abbiamo avuto modo di vedere, il creditore che procede al pignoramento del conto corrente del debitore, dopo che a questi è stato già pignorato lo stipendio, riesce ad ottenere un'ulteriore quota della somma accreditata in conto corrente, se e solo se:

  1. la notifica del pignoramento alla banca avviene dopo l'accredito;
  2. l'importo dello stipendio accreditato, al netto del prelievo operato dal datore di lavoro, supera i 1345,56 euro.

Invece, il creditore procedente disporrà di quanto già depositato nel conto corrente del debitore (l'importo X) fino al soddisfacimento del credito per cui egli agisce.