Equitalia ed estero

Domanda di poldo
5 febbraio 2016 at 11:57

Ho recentemente ricevuto una cartella da Equitalia per un totale assurdo di 150 mila euro riferiti al 2000: io vivo in Australia proprio dal 2000 e sono regolarmente iscritto all'AIRE dal 2005. Questa cartella mi è stata notificata tramite raccomandata nel 2015 e sulla stessa viene scritto di precedenti notifiche mai avvenute (o per lo meno mai ricevute dal sottoscritto).

Come mi devo comportare? In Italia ero praticamente nullatenente mentre qui sono riuscito a comprarmi una casa; è a rischio di pignoramento? Tengo a sottolineare che dal 2007 sono cittadino anche Australiano. Conviene che mi cancelli dall'AIRE (visto che con la doppia cittadinanza non è più obbligatoria) o magari rinunci addirittura alla cittadinanza italiana?

Risposta di Ornella De Bellis
5 febbraio 2016 at 12:13

Ormai la sua residenza nella terra dei canguri è nota: anche se dovesse chiedere la cancellazione dall'AIRE e trasferirsi in altri siti (vendendo l'immobile e ricomprandolo altrove) sarebbe relativamente semplice individuare dove potrebbe essersi spostato, partendo dall'attuale domicilio.

Peraltro, un debito è un debito nel momento in cui viene assunto e non rilevano le vicissitudini successive legate alla doppia, o singola, nazionalità.

Se il valore commerciale dell'immobile di cui è attualmente proprietario copre il debito iscritto a ruolo e le rilevanti spese legali necessarie per escuterlo coattivamente all'estero, Equitalia potrebbe anche pensarci a promuovere azione esecutiva in Australia. Molto dipende dalle policies fissate dal management dell'ente creditore (probabilmente l'Agenzia delle entrate, anche se lei non lo riferisce).

Per disincentivare il creditore ed il concessionario della riscossione, e continuare a dormire sonni tranquilli, l'unica via è quella di ritornare allo stato di nullatenenza, trasferendo a terzi la proprietà dell'immobile.