amministratrice s.n.c e debito

Domanda di lander1
9 marzo 2012 at 16:40

Sono stata amministratrice di una s.n.c. , aperta e chiusa nell'arco di 10 anni, ho totalizzato 400.000€ di tasse non pagate per mancanza totale di fondi e lavori andati male, fallimenti dei clienti, ecc.

Equitalia li rivuole tutti! Mi sono decisa, assistita da un professionista, sto chiedendo il rateizzo totale in 72 mesi. Non possedevo nulla fino a ieri, ma incoscentemente, pensando un domani di risolvere la situazione, ho comperato un'automobile e una casa con mutuo di 250.000€ cointestato al 50% con il mio compagno.

Valore dell'immobile 350.000€. Ad oggi ho sciolto la società, ho un posto fisso indeterminato di oltre 2.000€ mensili. Risiedo ancora con i genitori e mia madre si farà carico del rateizzo dato che viviamo sotto lo stesso tetto (guadagna molto).

Posso intestare il 50% della nuova casa totalmente al mio compagno pur lasciando mutuo in corso cointestato?

Una volta partito il rateizzo, la mia busta paga corre dei rischi di vincolo se tutto è sul reddito di mia Madre?

Io sposterò la residenza prossimamente ma non vorrei problemi per il mio compagno un domani.Una volta rateizzato tutto e rispettando i pagamenti, equitalia non dovrebbe preoccuparsi di nulla?! E' possibile inoltre diminuire il totale o risparmiare in qualche cosa non facendomi portare via nulla?

Risposta di Stefano Iambrenghi
10 marzo 2012 at 08:32

Una volta ottenuta la rateazione del debito e rispettando le scadenze di pagamento mensili, le azioni esecutive dovrebbero essere sospese.

Ma, per esigenze cautelari a tutela del credito che è altresì cospicuo, Equitalia potrebbe comunque procedere ad iscrivere ipoteca sull'immobile.

Per porre rimedio al suo imperdonabile errore è consigliabile procedere all'alienazione della casa imprudentemente acquistata. La vendita, per evitare revocazioni dell'atto, sempre possibili, deve essere effettuata al valore di mercato, ad un terzo che la elegga ad abitazione principale. Insomma, l'identikit del suo compagno.

La concessione dell'accollo del mutuo all'acquirente è una questione tecnica di secondaria importanza, nel contesto di cui ci occupiamo.

In ogni caso il suo stipendio sarà sempre suscettibile di pignoramento nella misura di un quinto, nel caso non si riuscisse a rispettare il piano di rientro concordato con Equitalia. E' lei la debitrice, non sua madre. E, dunque, l'ulteriore suggerimento, che le avrebbe dato anche l'ovvio "Catalano" di "Quelli della notte", è di evitare di litigare con la mamma.

Ma, se ciò non fosse possibile, una volta venduta casa, il paradossale artificio per diminuire la quota pignorabile del suo stipendio è quello di accedere alla cessione del quinto e al prestito delega, se possibile.

Magari, ma mi sembra proporle troppo, può servire anche un matrimonio che poi va male e costringe il debitore al pagamento di un sostanzioso assegno di mantenimento al proprio ex coniuge.