Disperato per colpa di mio padre

Domanda di valefedy
5 giugno 2014 at 07:00

Mi chiamo Vale e sono sposata con un ragazzo di 28 anni. Si trova ad affrontare situazioni spiacevoli un po' per colpa della sua ingenuità un po' per colpa di due genitori che non hanno saputo fare niente per tutelarlo.

Il padre, soprattutto, gli ha fatto firmare all'età di 18 anni cambiali assegni e mutui rassicurandolo sempre sui pagamenti effettuati (cosa mai avvenuta perchè i documenti erano falsificati solo per farlo stare tranquillo).Gli ha intestato un ristorante(sempre all'età di 18 anni) che ha fatto fallire senza pagare mai nemmeno una bolletta della luce. Gli ha intestato una casa della quale non abbiamo mai saputo l'indirizzo senza pagare nemmeno una rata del mutuo.Insomma ci ritroviamo pieni di cartelle esattoriali e comunicazioni che nemmeno sappiamo di cosa parlano, dato che ai tempi dei suoi 18 anni non aveva ancora dato l'esame della maturità!

Ora a prescindere dal padre e da come si sia comportato vorrei sapere se c'è un modo per far cadere tutto ciò, per dar la colpa a chi davvero ce l'ha e non ad un ragazzino di 18 anni che è stato preso in giro da un genitori di cui si fidava! Possiamo fare qualcosa ? Una dichiarazione scritta dove spieghiamo esattamente cosa è successo?? Abbiamo in arrivo anche un bambino .... non so più cosa fare.

Risposta di Simone di Saintjust
5 giugno 2014 at 08:41

Mi spiace deluderla Vale, ma una dichiarazione scritta non basta. Lei comprenderà certamente che non può essere sufficiente, per l'esdebitazione, una dichiarazione del debitore (non riconosciuto persona incapace di intendere e di volere) che imputa ad altri l'effettiva riconducibilità di debiti verso banche, finanziarie e pubblica amministrazione contratti a proprio nome.

Suo marito deve procedere con una dettagliata denuncia penale contro i raggiri, le truffe, le costrizioni e gli inganni perpetrati dal genitore nei suoi confronti. Serve, naturalmente, l'assistenza di un legale.

Solo dopo un verdetto di colpevolezza, che riconoscesse il suocero reo di aver strumentalizzato il figlio e di averlo costretto a fare da prestanome contro la sua volontà e che accertasse, fra l'altro, che la vittima non ha la disponibilità dei beni immobili a lui intestati, si potrà procedere sul piano civile a contestare gli addebiti relativi ai mutui ipotecari, ai finanziamenti, alle cambiali e agli assegni protestati e all'omesso versamento dei tributi.