problema con società finanziaria

Domanda di utente
28 agosto 2011 at 10:32

Ho un problema con una società finanziara.

Due anni fa diventai un loro cliente(se cosi possiamo dire) chiedendo un prestito (poi accettato)di 15 mila euro

Io chiesi il prestito ma mio padre faceva da garante(pensionato). Ora a distanza di anni non sono riuscito a pagare determinate rate,equivalenti a tremila euro.

Così mi han mandato un lettera nella quale mi si avvisava che il beneficio del termine era scaduto, intimandomi il pagamento immediato di tutta la somma più interessi(16 mila euro circa).

Due giorni fa mi ha chiamato un avvocato dicendomi che la finanziaria aveva dato a loro (recupero crediti) la pratica affinchè si trovasse un accordo (in realtà otre ai 16 mila euro, hanno aggiunto 1900 euro per le spese di pratica della società recupero crediti in questione.

Ho l'appuntamento domani. Vi chiedo di darmi una mano: io sono un laureando, voglio pagare per non avere rogne, ma ora non posso, non ho entrate.

Loro possono intaccare la proprietà immobiliare mia? In poche parole, il 12% della quota di mia madre defunta, l'altro 38 %circa è dei miei fratelli.

Siamo in quattro....mentre naturalmente il rimanente 50 %della casa è di mio padre ancora vivo e vegeto. Spero di aver spiegato bene la situazione.

Non voglio che paghi mio padre per un errore di gioventù.

Risposta di Simone di Saintjust
28 agosto 2011 at 10:36

Chi rischia non è tanto Lei, quanto Suo padre che ha una pensione pignorabile

Difatti il pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione è il metodo maggiormente in auge per recuperare le sofferenze di medio importo come la Sua.

Pertanto ritengo che il miglior consiglio sia quello di valutare l'accensione di un prestito con cessione del quinto della pensione di Suo padre, teso a racimolare almeno una decina di migliaia di eur da portare sul tavolo della trattativa per l'ottenimento di un saldo a stralcio dalla finanziaria.

Se Suo padre ha un immobile ed è over 65, potreste valutare la convenienza di un prestito vitalizio ipotecario (che è svincolato dal vaglio del merito creditizio), al fine di ottenere una liquidità da offrire per un saldo e stralcio del debito.

La proprietà dell'immobile rimarrebbe Vostra, e fintanto che Suo padre resterà in vita non ci saranno rate da pagare, comunque con la possibilità di estinzione anticipata del debito.

Il prestito vitalizio ipotecario è stato pensato, appunto, per dare la possibilità a un over 65 di utilizzare una parte del proprio patrimonio immobiliare a fronte di esigenze di necessaria ed immediata liquidità.

Come funziona? È un finanziamento ipotecario a medio-lungo termine solo a tasso fisso, dedicato e riservato a chi ha più di 65 anni, ma senza alcun limite all'età massima dei sottoscrittori: è regolato tramite la legge del 2 dicembre 2005, n. 248 ed è caratterizzato dal fatto di non prevedere alcuna rata di rimborso (né capitale, né interessi) per tutta la vita di chi lo sottoscrive. L'importo concesso al cliente è normalmente erogato in un'unica soluzione e dipende dal valore dell'immobile e dall'età del mutuatario. Più è alta, maggiore sarà la quota finanziabile (in quanto il rischio morte aumenta, e conseguentemente il prestito verrà rimborsato prima). Gli interessi, normalmente più alti rispetto a quelli di un mutuo standard, e le spese che maturano sul finanziamento vengono capitalizzati annualmente e devono essere corrisposti in un'unica soluzione alla scadenza del finanziamento, ovvero dopo la morte del mutuatario.

Il rimborso viene quindi effettuato dagli eredi in un'unica soluzione e tipicamente entro un anno dalla scomparsa del mutuatario o, in caso di finanziamenti concessi a una coppia, dalla scomparsa del più longevo tra i due. Agli eredi è anche lasciata la possibilità di scegliere come rimborsare: possono farlo con risorse proprie e liberare così l'immobile dall'ipoteca o venderlo e rimborsare, tenendo l'importo in eccedenza derivante dalla vendita.