Debitori Equitalia a causa di ritardo pagamenti della P.A.

Domanda di Tiziana
2 dicembre 2015 at 15:15

Vorrei sapere se esistono iniziative a tutela di soggetti che si trovano indebitati con Equitalia a causa dei ritardi nei pagamenti della PA.

Nello specifico mi trovo a dover far fronte al pagamento di tasse arretrate, aumentate di tutte le maggiorazioni e oneri dell'Agenzia delle Entrate prima e dell'Equitalia poi, a causa dei tempi di pagamento delle mie prestazioni (che variano da 1 a 3 anni circa), quale libera professionista, da parte degli Uffici Giudiziari per i quali presto la mia attività di consulente da circa 20 anni.

Trovo ingiusto dover pagare delle maggiorazioni su delle tasse che non riesco a versare allo Stato quando è lo Stato per primo a non permettermi di adempiere ai miei obblighi.

Credo che, quando documentalmente comprovata la causa del mancato adempimento, tutte le maggiorazioni andrebbero eliminate dal debito.

Risposta di Paolo Rastelli
2 dicembre 2015 at 16:01

La problematica da lei sollevata sarebbe senz'altro meritevole di una tutela normativa: purtroppo, però, non ci è dato sapere di iniziative legislative (e non) adottate in tale direzione.

Lei sarà certamente al corrente della possibilità di compensare gli importi reclamati da Equitalia con i crediti vantati da un'impresa debitrice nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Ne parliamo ugualmente, visto che ce ne offre lo spunto, a beneficio di eventuali lettori interessati all'argomento.

Se l'impresa debitrice non ha ancora ricevuto il pagamento per una prestazione effettuata a favore di una PA (fornitura di beni e servizi), essa può utilizzare quel credito per pagare i debiti portati da cartelle di pagamento.

Per procedere è indispensabile che l'amministrazione interessata certifichi il credito. Per richiedere la certificazione è a disposizione la piattaforma informatica del Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, al seguente indirizzo.

La compensazione può essere effettuata tra crediti certificati non prescritti, certi, liquidi ed esigibili (verso lo Stato, Regioni e province autonome, enti locali, enti del Servizio Sanitario Nazionale e debiti tributari dello Stato, delle Regioni e degli enti locali), previdenziali e assistenziali oggetto di cartelle di pagamento di Equitalia, di accertamento esecutivo dell'Agenzia delle Entrate e di avviso di addebito dell'Inps, notificate entro il 31 dicembre 2014.

Chiunque, invece, può pagare le cartelle relative a imposte erariali (per esempio Irpef, Ires, Iva ecc.) utilizzando in compensazione i crediti erariali (ad esempio crediti Irpef, Ires, Iva ecc.).

Tornando al suo quesito, in particolare, non è attualmente prevista la possibilità di compensazione dei crediti vantati da un professionista (non associato) ad esempio, per CTU. Esiste, anzi, una compensazione coattiva: i soggetti pubblici, ovvero le pubbliche Amministrazioni e società a totale partecipazione pubblica, prima di effettuare un pagamento di importo superiore a 10 mila euro a chicchessia, devono procedere alla verifica di eventuali inadempienze tributarie da parte del soggetto beneficiario del pagamento stesso.