vicenda con società recupero crediti

Domanda di kalizi
21 gennaio 2012 at 00:58

SPERO CHE QUALCUNO SI RICORDI DELLA MIA VICENDA CON LA SOCIETA´DI RECUPERO CREDITI DI CUI INVIO UNA DELLE PRIME EMAIL, QUI´DI SEGUITO:

Gent.ma Sig.ra,
a seguito della Sua richiesta di definizione bonaria della pratica in oggetto, e a tacita definizione della stessa, La prego di voler effettuare il versamento a saldo e stralcio della somma di € 3.815,00 pari all'80% del debito iniziale (€ 4.766,79) entro il 24/10/2011 a mezzo bonifico bancario:
intestato a CAPITAL TRE S.P.A.
sulle seguenti coordinate:

indicando nella causale il seguente numero di pratica:
La prego, inoltre, di voler effettuare comunicazione dell'avvenuto versamento inviando copia dello stesso via mail o via fax al n. all'attenzionde dell'avv........; mi indichi, cortesemente, l'indirizzo al quale inviarle a versamento avvenuto la liberatoria.
Certa di un accoglimento della transazione suesposta Le porgo distinti saluti.

DOPO UN SUSSEGUIRSI DI EMAIL, HO INVIATO ALL´AVVOCATO, CHE CONTINUAVA A SCRIVERMI, UNA MAIL IN CUI LE FACEVO PRESENTE CHE DI LI´A BREVE, AVREBBE RICEVUTO UNA MIA RACCOMANDATA A/R IN CUI AVREI FATTO RICHIESTA DELLA DOCUMENTAZIONE DI CUI HA DIRITTO IL DEBITORE, COME DA VOSTRO SUGGERIMENTO E DIFATTO, ANCORA NON HO POTUTO INVIARE LA RACCOMANDATA, DATO CHE VIVO OLTREOCEANO IN UN POSTO DOVE LE POSTE SI PRENDONO TEMPI INDEFINITI. STAVO PERTANTO ASPETTANDO CHE QUALCUNO DI MIA CONOSCENZA TORNASSE IN ITALIA, CON LA RACCOMANDATA DA INVIARE.

DI SEGUITO INOLTRO LA RISPOSTA DELLA SOCIETA´

Gent.ma Sig.ra,
in riferimento alla Sua ultima mail La informo che la Sua richiesta risulta essere superflua e dilatoria in quanto l'originale del contratto è già in suo possesso unitamente alle rate del finanziamento pagate mentre la lettera di cessione del suo credito alla Società che rappresento è stata da Lei ricevuta già in data 21 maggio 2009 (come da ricevuta di ritorno della raccomandata in mio possesso).
Pertanto, Le ribadisco che il mio invito alla definizione bonaria della pratica in oggetto è da intendersi puramente a titolo di cortesia, ritenendomi libera di agire giudizialmente per tutelare gli interessi della mia assistita qualora, entro 7 giorni dal ricevimento della presente mail, non riceverò il versamento dell'importo precedentemente indicato di € 515,00, mediante bonifico bancario, da considerarsi come fermo pratica.
Nell'attesa di un immediato e positivo riscontro Le porgo distinti saluti.
Avv.

ALLORA, FACCIO PRESENTE CHE IO NON SONO PIU´IN POSSESSO DELLA DOCUMENTAZIONE DI CUI SOPRA E CHE NEL 2009 NON ERO IN ITALIA, PERTANTO POTREBBE ESSERE STATO UNO DEI MIEI GENITORI A FIRMARE LA RACCOMANDATA, COSA CHE VERIFICHERO´, MA CON CERTEZZA MATEMATICA NON SONO STATA IO. INOLTRE, NON HO COMUNQUE IO IL DIRITTO DI RICHIEDERE TALE DOCUMENTAZIONE?

GRAZIE, SIMONA

Risposta di Paolo Rastelli
21 gennaio 2012 at 11:43

La richiesta di prendere visione della lettera di cessione del credito e dell'estratto cronologico, per conoscere i tassi di interesse applicati al debito iniziale, va inoltrata dopo un'ingiunzione di pagamento del creditore cessionario e alla contestuale minaccia di quest'ultimo di affidarsi ad una procedura giudiziale.

Non, evidentemente, dopo una esplicita proposta del debitore di addivenire ad un accordo transattivo.

E' chiaro che, in un contesto simile, a fronte di una seppur larvata disponibilità a transare da parte del creditore, la successiva istanza di ottenere la documentazione appare stonata e finalizzata ad un approccio dilatorio.

Ed è anche vero che almeno il contratto di prestito dovrebbe già essere nella disponibilità del debitore e non richiesto, peraltro in termini ultimativi, al creditore.

Del resto se si desidera raggiungere un accordo, si parte comunque svantaggiati nella trattativa ed il massimo che si può fare è cercare, seppure con scarse ed effettive prospettive di successo, di abbassare l'importo che il creditore chiede per un saldo stralcio.

Insomma, la cosa è iniziata male ed è stata portata avanti nel modo peggiore. A questo punto o prova ad ottenere uno sconto maggiore rispetto a quanto offerto oppure abbandona la trattativa.

Nell'eventualità che il credito venga prima o poi ancora ceduto, oppure che il recupero sia affidato ad un nuovo operatore di call center (il presunto avvocato), potrà far tesoro dell'esperienza acquisita ed apportare i necessari correttivi.