Debito con avvocato, ma sono disoccupato e nullatenente

Domanda di Nicolas Nick
3 marzo 2015 at 07:08

Mi trovo in una situazione spiacevole, ho un debito con un avvocato di circa 1500 euro, un debito risalente a circa 4 anni fa per una causa assurda che non sto qui a spiegarvi; partendo dal presupposto che l'avvocato in questione mi aveva dato la sua parola che io non avrei dovuto sborsare un euro per la causa e poi ora se ne viene fuori con questa parcella.

Io sono disoccupato e nullatenente, in quanto sto ancora frequentando un master post laurea e non ho idea di quando comincerò a lavorare, dato che dopo il master potrei andare avanti con intership vari e quindi di conseguenza non avrei un reddito. Vorrei chiedere, cosa succede se questo avvocato mi cita in giudizio per chiedermi i soldi?

Questa domanda mi sorge in quanto ho ricevuto una chiamata dallo stesso avvocato in cui sono stato intimato a versare la somma dovuta altrimenti sarei stato chiamato in causa e la somma dovuta sarebbe salita. Insomma praticamente sta cercando di mettermi paura, ma io ho spiegato nella maniera più educata possibile che non ho un reddito e sono nullatenenente e non ho idea di dove prendere i soldi, e non so quando li avrò .

Cosa devo fare? Cosa mi può capitare? Se fra 5 anni comincio a percepire uno stipendio e potrò saldare il debito, sarà sempre lo stesso di oggi o sarà diventato molto più cospicuo?

Risposta di Giorgio Martini
3 marzo 2015 at 07:23

Per debiti con i professionisti, come l'avvocato, vige quella che si chiama prescrizione presuntiva triennale.

Se non vi sono comunicazioni scritte del professionista che richiede l'onorario entro tre anni dalla prestazione resa (ad esempio la data dell'udienza giudiziale) e se il debitore non ha, sempre per iscritto, ammesso esplicitamente o implicitamente, l'esistenza del debito, il pagamento si presume avvenuto.

Per quanto attiene la prescrizione presuntiva può approfondire la problematica in questa sezione e verificare se nel suo caso ricorrono gli estremi per eccepirla.

In sede giudiziale, naturalmente, gli avvocati riescono spesso a "bastonare" i propri clienti inadempienti. Per difendersi occorre, sempre assistiti da un avvocato, contestare le tariffe applicate chiedendo che la parcella sia vidimata dall'ordine.

Le azioni esecutive avviate nei confronti del debitore sono quelle classiche: pignoramento del 20% dello stipendio mensile e/o pignoramento del conto corrente.

Il debito iniziale viene gravato da interessi moratori per ritardato pagamento e spese legali per il recupero coattivo del dovuto.