debiti figlio: trasferimento proprietà immobiliare da padre malato a madre.

Domanda di riccio
28 aprile 2014 at 12:26

Salve!
il caso è il seguente:
- due genitori coniugati in separazione sono cointestatari di due immobili.
- Uno dei due si trova in pessime condizioni di salute ed è lucido e capace. La sua scarsa autosufficienza ha reso necessaria la nomina del coniuge come amministratore di sostegno.
- L'unico figlio ha un debito IVA risalente a 15 anni prima e mai pagato per impossibilità economica, di valore consistente. Le cartelle equitalia sono a ruolo ma ad ora è nullatenente.

In caso di successione, se ho capito bene, il 50% di ogni immobile (quota del deceduto) viene suddiviso tra coniuge e figlio in ragione del 50% quindi il figlio erediterebbe il 25% del valore di ogni immobile.

La domanda: escludendo la donazione tra coniugi, soggetta a revocatoria (così ho capito), è praticabile ed efficace un atto di vendita tra coniugi (con relativo effettivo pagamento), in modo che tali immobili non esistano più ai fini della successione?

Ovviamente i presupposti di quanto sopra sono che 1) il trasferimento vada dal genitore anziano e malato all'altro coniuge, probabilmente sopravvivente ancora a lungo e 2) che il denaro depositato sul conto del venditore venga in un secondo momento prelevato con entrambi ancora in vita.

entrambi i coniugi sarebbero d'accordo, se fosse una soluzione anche temporanea (nessuno è eterno).

Mi è pesante parlare di genitori in termini di vita/morte eredità , ma sto cercando di evitare loro il peso di miei errori passati. Avrei certo deciso per la rinucia all'eredità al momento opportuno, ma Equitalia subentrerebbe comunque.

Grazie.

Risposta di Ludmilla Karadzic
28 aprile 2014 at 14:36

Anche la vendita endofamiliare e soggetta a revocazione come la donazione. Può anche andar bene, ma il rischio esiste.

In casi come quello che lei descrive, potrebbe valere la pena di pensare alla alienazione totale di uno dei due immobili ed alla vendita della nuda proprietà, con riserva di usufrutto dell'altro.

Questo, beninteso, se l'entità del debito IVA è rilevante.

Il ricavato potrebbe essere poi trasferito nel tempo su un conto corrente fiduciario con delega al figlio debitore.