i debiti e le eredità

Domanda di utente
26 settembre 2011 at 17:24

Con la morte di mio padre, ho scoperto che io e mio fratello (già orfani di madre) avremo in eredità una mole di debiti spaventosa, tra cui il mancato pagamento di diversi canoni d'affitto al demanio, ente possessore dell'appartamento presso cui risiedeva.

Avendo consultato qua e là il Vostro sito, ho appreso (se ho ben capito) che esistono due soluzioni, per evitare di dover pagare i debiti contratti dal nostro genitore e cioè la rinuncia all'eredità o l'accettazione con beneficio di inventario.

La mia domanda è la seguente: quale delle due formule succitate, garantisce un NON coinvolgimento di parenti che potenzialmente potrebbero divenire i nuovi eredi?

Risposta di Chiara Nicolai
26 settembre 2011 at 17:26

Se gli eredi legittimi rinunciano all'eredità non si finisce con il gioco del cerino acceso (o se vuole della patata bollente) da passare ai parenti più prossimi. Vengono coinvolti solamente i discendenti dei chiamati all'eredità, che possono anch'essi rinunciare.

L'importante è non mettere inconsapevolmente in atto comportamenti di accettazione esplicita dell'eredità (tipo chiedere al PRA il trasferimento di proprietà di un'automobile dichiarandosi eredi legittimi) senza avere definito prima un quadro chiaro dell'esposizione debitoria del de cuius.

Ancora meglio recarsi da un notaio per sancire formalmente la rinuncia, semmai accompagnata dalla formula del beneficio di inventario.

Con la semplice rinuncia ci si mette l'anima in pace. Si possono mandare a quel paese eventuali creditori e non si è costretti ad adempimenti burocratici.

Con la formula del beneficio di inventario non c'è comunque commistione fra patrimonio dell'erede e quello del de cuius.

Ma l'erede, in pratica, prima di rinunciare o accettare intende capire se il bilancio fra attività e passività del de cuius pende a suo favore.

Naturalmente questo potenziale vantaggio ha un costo: adempimenti di natura fiscale, legale, contabile e notarile da espletare ogni volta che un creditore si presenta alla porta.