correttezza relate di notifica

Domanda di francesca75
15 dicembre 2014 at 12:13

Vi chiedo gentilmente un parere legale sulla seguente questione: ho ricevuto un'ingiunzione di pagamento per due multe prese due anni fa, per le quali io non ho mai ricevuto nessuna notifica.

Ho chiesto chiarimenti alla Polizia Municipale e mi hanno dato copia dei verbali e delle cartoline postali delle raccomandate inviatemi.

Hanno detto che le multe sono valide e non più contestabili per compiuta giacenza.

Ora, visto che non ho mai ricevuto nulla e adesso gli importi sono anche raddoppiati (in totale 357 €), prima di pagare vorrei almeno capire se è stato fatto tutto in regola, in particolare ho dei dubbi sulle relate di notifica: sono le righe in fondo al verbale dove si specifica di notificare a mezzo posta in data 20/12/2012 (in tal caso non dovrebbe esserci anche la firma del verbalizzante, oltre al suo nome scritto a computer?), oppure sono le cartoline compilate dal postino per mancata consegna?

Perché su queste non c'è la crocetta sul motivo della mancata consegna.

Spero di essere stata abbastanza chiara, ringrazio in anticipo per un cortese riscontro e invio distinti saluti.

Risposta di Giuseppe Pennuto
15 dicembre 2014 at 21:06

Quello che conta è la ricevuta della raccomandata AR che deve avere data non successiva a 90 giorni dalla data dell'infrazione riportata nel verbale.

E, la ricevuta di ritorno del postino che attesta la temporanea irreperibilità del destinatario.

In questo caso la notifica si intende correttamente perfezionata nel decimo giorno successivo a quello in cui il postino riporta di aver tentato, senza successo, la notifica dell'atto.

Siamo completamente d'accordo sulla circostanza che questa procedura non garantisce in alcun modo il destinatario. Il postino potrebbe benissimo non esserci mai passato da casa sua, non aver lasciato l'avviso di inizio giacenza nella sua cassetta postale ed aver compilato la ricevuta di ritorno, attestante la sua asserita temporanea irreperibilità, mentre era seduto al tavolino di un bar a gustare cappuccino e cornetto.

Ma, bisognerebbe provarlo: purtroppo le cose stanno così. Per il resto è solo un inutile esercizio consolatorio aggrapparsi a riquadri non spuntati o a firme non apposte. Fino a querela di falso il postino ha fede privilegiata, cioè può scrivere tutte le bugie che vuole senza pagare pegno.

Mi spiace non essere stata di alcun aiuto per lei.