Conto corrente cointestato pignorato e in rosso da circa due anni

Domanda di Silvestrina
17 maggio 2017 at 22:12

In breve cercherò di spiegare la situazione nella speranza di avere consigli utili per risolvere il problema. In pratica: ho un conto in banca cointestato con un mio familiare, il quale, a seguito decreto ingiuntivo, è stato pignorato il conto, l'unico attivo a suo nome e cointestato con me.

Ora questo conto è bloccato ed è in negativo di 18000 euro da circa due anni. Naturalmente, è stato certificato dalla banca, tramite liberatoria, che io sono totalmente estraneo ai fatti, e che il pignoramento è solo nei confronti del mio familiare.

La mia domanda è questa; posso chiudere da parte mia il conto? in questo caso, le spese di gestione ci sono? come vengono suddivise? generano interessi?

Insomma, la mia paura è che lasciando così le cose come si trovano, fra qualche anno la banca mi venga a chiedere i costi di gestione aumentati da interessi, more e quant'altro.

Risposta di Simonetta Folliero
17 maggio 2017 at 22:40

Sul conto corrente pignorato la banca non può contabilizzare interessi debitori né costi di gestione. Pur tuttavia, esiste un credito per il quale la banca è (sarà) legittimata a chiedere ai due cointestatari il pagamento del capitale e degli interessi (legali e di mora) maturati nel tempo.

Dal tenore del quesito proposto, e nello specifico dalla riferita circostanza circa il rilascio di una liberatoria ad uno dei due cointestatari, sembra di capire, però, che sia stata la stessa banca a procedere con il pignoramento del conto corrente.

Se così stanno le cose, il cointestatario non debitore, ha poco da temere essendo in possesso di una liberatoria rilasciata dal creditore.

In ogni caso, per chiudere il rapporto di conto corrente è necessario liberare il conto corrente stesso dal pignoramento. Dopo due anni o c'è già stata assegnazione al creditore procedente di eventuali disponibilità presenti sul conto corrente alla data della notifica dell'azione esecutiva (ipotesi poco probabile dal momento che, in tale ipotesi, il cointestatario non debitore avrebbe dovuto attivarsi per ottenere la restituzione della metà almeno delle somme pignorate) oppure il pignoramento è risultato infruttuoso.

Quale che sia stato l'esito dell'azione di riscossione coattiva nei confronti del cointestatario debitore, il rapporto di conto corrente pignorato può essere liberato dal vincolo giudiziale, e successivamente estinto, con un ricorso al giudice dell'esecuzione del Tribunale territorialmente competente, con il supporto, indispensabile, di un avvocato.

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