Conseguenze del rifiuto di cambializzare il debito residuo

Domanda di Roberto2002
8 settembre 2016 at 09:03

In riferimento a questa discussione, mi interessa sapere come gestirà la pratica il creditore se mi rifiuto di procedere.

In particolare vorrei sapere i tempi con i quali il creditore potrebbe procedere al pignoramento dei beni che sono: la casa (solo per un terzo mia, il resto è di mia moglie e siamo in stato di separazione coniugale dei beni), l'auto che mi serve per lavoro e due conti correnti costantemente vicini allo zero. Sono autonomo (agente di commercio), non ho stipendi e sono molto lontano dalla pensione.

Se invece il creditore cede il mio debito a terzi che panorama mi si apre e con quali tempi?

Risposta di Patrizio Oliva
8 settembre 2016 at 09:27

Purtroppo, come certamente potrà comprendere, non ci è possibile stabilire con la necessaria certezza quale sia la politica che la finanziaria sua creditrice adotta a fronte di inadempienza nel rimborso del prestito.

Di solito, viene effettuata una valutazione del patrimonio e dei redditi del debitore per determinare la convenienza di un'azione esecutiva giudiziale, che nel suo caso potrebbe sostanziarsi nell'iscrizione di ipoteca sull'immobile in comproprietà o sul pignoramento integrale dei crediti maturati nei confronti dell'impresa mandante.

Per il debitore si tratta, dunque, di assumere decisioni, per quanto riguarda il raggiungere o meno un accordo transattivo con il creditore originario, che non possono essere scevre da rischi.

Più semplice, sempre tuttavia da un punto di vista statistico, disegnare gli scenari una volta che il creditore originario abbia deciso di mettere a perdita il capitale residuo e cedere il credito ad una società di recupero.

In genere, in tale evenienza, l'attività svolta del cessionario si limita a tentativi di recupero crediti stragiudiziale, perseguiti ossessionando il debitore con continui contatti telefonici anche ad amici e parenti, in violazione della privacy, nonché con visite domiciliari. Comportamenti ai quali, però, il debitore può facilmente porre termine rivolgendosi all'Autorità giudiziaria o perfezionando un accordo a saldo stralcio con il nuovo creditore.

Troppe le variabili che incidono sulla determinazione dei tempi di intervento presso il debitore ceduto da parte della società di recupero crediti cessionaria per poter fornire una stima che abbia un minimo di attendibilità.