Con una causa civile in corso posso vendere la casa?

Domanda di brikka
1 luglio 2012 at 22:37

Buonasera sono proprietario di una casa al 50% a nome mio e al 50% a nome di mia moglie in regime di separazione dei beni e con un mutuo solo a mio nome (mia moglie ha acquistato la sua parte di casa con un'eredità della sua famiglia).

Sono il legale rappresentante di una Snc (non con mia moglie) che ha una causa civile in corso che non procede a nostro favore e molto probabilmente sarò costretto a pagare la cifra richiesta (cifra al momento per noi inarrivabile se non vendendo la mia parte di casa).

Vorrei sapere se vendiamo la casa estinguendo il mio mutuo residuo prima della sentenza di primo grado e poi decidiamo di acquistare una casa solo a nome di mia moglie con i soldi derivanti dalla vendita dell'immobile ci possono essere ripercussioni una volta che la sentenza di primo grado viene emessa a nostro sfavore?

C'è il rischio che la nuova casa possa essere presa di mira dal creditore? (possono impugnare la vendita del vecchio immobile e l'acquisto della nuova casa?)

Nel caso di vendita dell'immobile il ricavato viene messo in un conto cointestato in quanto la casa è cointestata e poi da lì conviene metterli sul conto di mia moglie o lasciarli lì?

Quale potrebbe essere la soluzione migliore per salvare la casa che è il bene primario della famiglia?

Risposta di Ornella De Bellis
2 luglio 2012 at 11:34

Chi acquista l'immobile a rischio pignoramento deve essere un terzo, non legato da vincoli di parentela o affinità con chi vende e, soprattutto, deve eleggere l'immobile acquistato a residenza familiare. Questo per non correre il rischio di revoca dell'atto di compravendita.

Per avere ottime probabilità di salvare l'immobile senza venderlo, occorre che il comproprietario non debitore sia titolare un diritto acquisito di abitazione. Il che si ottiene attraverso un contratto di affitto poliennale o, meglio, con la separazione legale e l'affidamento al coniuge non debitore della casa coniugale.

In questo scenario è ovvio che il debitore non deve avere alcuna disponibilità di conti correnti a lui intestati.