amministratore unico srl

Domanda di Maurizio
18 settembre 2011 at 06:36

Amministratore unico srl edile, posseggo il 90% delle quote. Il restante 10% appartengono a un figlio.
A causa del mancato pagamento di lavori eseguiti (circa 300.000 €), la Soc. ha dovuto intraprendere una causa civile per il recupero del credito. A causa dei noti, continui rinvii delle udienze, la società è ora in ginocchio e ha dovuto sospendere l'attività edile anche per la ben nota, generale grave crisi dell'edilizia. Quale conseguenza non si è potuto far fronte alle varie scadenze fiscali (iva-ires-irap irpef-inail ecc.).
Ho fronteggiato i vari pagamenti rateizzati con versamenti personali, causando anche miei ritardi nel pagamento dell'irpef, dovuta sui proventi della locazione di appartamento, da tempo donato ai miei figli, ma dei quali godo l'usufrutto. Con il ricavato della locazione provvedo anche al pagamento degli assegni di mantenimento della moglie separata (con ritardo, ma in comune accordo)

Per quanto riguarda i debiti societari rateizzati, cerco di proseguire nei pagamenti, in quanto la società possiede un immobile, gravato da mutuo fondiario, da me utilizzato quale abitazione. Intendo venderlo non appena conclusa la suesposta vertenza civile.

Per quanto riguarda i miei debiti personali irpef (al momento circa 16.000 €) mi trovo in gravi difficoltà a farvi fronte.
Godo di una pensione inpdap di 900 € mensili;
Ho introiti, in contanti, per locazione dell'immobile donato ai figli, con riservo dell'usufrutto, pari a € 1.700,00.
Pago la rata semestrale di mutuo fondiario sull'immobile donato di circa 4.000 €.
Pago, in contanti, la somma di “mantenimento di € 500mensili“ alla moglie separata;
Pago la rata semestrale del mutuo sull‘immobile, di proprietà della società, nel quale, ripeto, vivo.
Per tutto quanto sopra, vorrei sapere cosa potrebbe accadere se non fossi più in grado di pagare i miei debiti fiscali personali.

In particolare vorrei sapere se, per i miei debiti fiscali, possono:
- ipotecare o pignorare il reddito da usufrutto dell'immobile donato ai figli ;
- ipotecare o pignorare le quote della società che mi appartengono;
- chiamare a rispondere i figli e, in particolare, quello che possiede il 10%
delle quote della società.
Come posso uscire da questa situazione? Servirebbe spogliarmi di tutti i miei beni(a parte la pensione), donando l'usufrutto fino alla mia morte? Che fine dovrebbero fare le quote, non potendo ancora chiudere la società a causa dei carichi ancora pendenti?
Grazie mille per quanto potete fare per me.

Maurizio

Risposta di Simone di Saintjust
18 settembre 2011 at 14:56

1) L'usufrutto è un bene come un altro, quantificabile in valore e come tale pignorabile in caso di insolvenza debitoria.

Il calcolo avviene sulla base del valore catastale dell'immobile e su tabelle attuariali.

Se parliamo di usufrutto vitalizio, il suo valore si calcola applicando un determinato coefficiente (relativo all'età dell'usufruttuario) - che tiene anche conto del saggio legale d'interesse - al valore catastale aggiornato della piena proprietà del bene.

Ad esempio dato 200.000 Euro il valore della piena proprietà e in 51 gli anni dell'usufruttuario, si ha che:

- l'usufrutto vale: 200.000 x 3% x 23 = 138.000 Euro
- la nuda proprietà vale (specularmente): 62.000 Euro

2) le sue quote societarie sono pignorabili, per soddisfare i debiti di natura societaria da lei contratti;

3) le quote societarie di suo figlio sono pignorabili. Parliamo ovviamente di debiti societari contratti a nome della società.

Come uscire da questa situazione? Non glielo so dire. Posso solo consigliarle quel che a mio parere non andrebbe fatto: qualsiasi donazione ai figli, anche della sola nuda proprietà con riserva di usufrutto. Perché in questo modo espone gli atti di trasferimento dei suoi beni a probabili istanze di revocatoria da parte di Equitalia, con ottime, e quasi scontate, prospettive di successo per il creditore.

Ottenere la revocatoria di atti di trasferimento di proprietà, non a titolo oneroso, compiuti nei due anni precedenti il fallimento, è, ad esempio, una semplice formalità per il creditore.