clausole per evitare l'azione revocatoria dell'atto notarile

Domanda di Eugenio
25 maggio 2015 at 15:23

Una delle clausole che evitano l'azione revocatoria sull'atto notarile è il valore commerciale del bene che si sta acquistando rispetto a quanto è riportato nel rogito.

Può un perito, abilitato a valorizzare gli immobili per conto delle banche prima della concessione del mutuo, emettere un documento (quello che normalmente emette per le banche, ovvero una perizia) valido ai fini giuridici, ovvero che attesti che l'acquirente sta acquistando l'immobile al valore giusto di mercato?

Un'altra riguarda la destinazione dell'immobile che deve essere ad uso abitazione principale per sé o parenti fino al terzo grado. Nel mio caso sto acquistando un immobile come seconda casa ma lo sto facendo non per fini speculativi ma per destinarlo a mio figlio, attualmente privo di reddito e proprietà, in che modo posso dimostrarlo?

Risposta di Annapaola Ferri
25 maggio 2015 at 15:51

Una eventuale azione revocatoria dell'atto con cui il debitore aliena un proprio bene è promossa dal creditore e si fonda sul presupposto che la vendita sia stata finalizzata, con la partecipazione del terzo acquirente, esclusivamente a sottrarre il bene all'iscrizione di ipoteca o all'espropriazione.

Il giudice deve valutare se vi sono le condizioni per procedere senza penalizzare il terzo acquirente inconsapevole.

Per la valutazione della congruità del corrispettivo in base ai valori di mercato egli si avvale di una Consulenza tecnica d'ufficio (CTU), non essendo certamente sufficiente la perizia di parte.

Per dimostrare che l'acquisto non è speculativo ed è destinato a fungere da abitazione principale per suo figlio, sarebbe necessaria una donazione con vincolo di destinazione.

Si tratta comunque solo di precauzioni che non garantiscono l'inammissibilità dell'azione revocatoria.