Chiarimenti sulla cessione del credito

Domanda di Roberto
20 novembre 2015 at 04:29

Risulto essere coobbligato con mio padre tramite una finanziaria per l'acquisto di una macchina dal valore di 23 mila euro avvenuto un paio di anni fa.

Mio padre riuscì a pagare rate per un totale di circa 7 mila euro, ma poi venne licenziato e da lì non fu più in grado di pagare.

Per diverso tempo la finanziaria e a seguire il recupero crediti chiamava per sollecitare il pagamento, fino a quando per un lungo periodo non si fece più sentire.

Poi a giugno dello scorso anno ci contattò per proporci un saldo e stralcio di 5 mila euro per riuscire a chiudere la questione.

Ovviamente era un offerta invitante, ma nè io, nè mio padre avevamo quella cifra a disposizione.

Da lì in poi ancora silenzio, fino a qualche settimana fa, ci fu recapitata una lettera dove la finanziaria comunicava che aveva ceduto il credito ad un'altra società, la quale ci chiedeva di pagare entro 10 giorni la cifra di 24 mila euro.

Dopo questa lettera segui una telefonata in cui l'operatore di questa nuova società ci proponeva una vantaggiosissima offerta; un pagamento degli interessi tramite 36 cambiali da 200 euro, per estinguere gli interessi, e dopo vedere come rimodulare il pagamento della quota restante.

Ovviamente non accetteremo le cambiali come metodo di pagamento!

Dopo essermi dilungato al fine di darvi un quadro abbastanza chiaro, arrivano finalmente le mie domande.

Con la cessione del credito, teoricamente questa nuova società di recupero crediti, non ha mica acquistato il debito pagandolo ALMENO a meno della metà?

Potrebbe essere possibile cercare un accordo di saldo e stralcio magari con una cifra che sono in grado di reperire?

Perchè l'ultima volta che fui contattato mi chiesero 5 mila euro, mentre adesso ne voglio 24 mila?

Mi sarebbe utile capire meglio come funziona questa storia della cessione del credito in modo tale da poter riuscire a gestire al meglio questa situazione.

Risposta di Ludmilla Karadzic
20 novembre 2015 at 11:15

Quando si parla di cessione di crediti deteriorati (NPL - Non Performing Loans), ovvero di crediti di cui risulta particolarmente azzardato aspettarsi un recupero anche parziale, ci si riferisce alla cessione di pacchetti contenenti migliaia di posizioni e non una singola.

Detto questo, il valore di acquisto è pari a frazioni di punto percentuale del capitale nominale portato dal pacchetto.

Le strategie di recupero variano da società a società e, da operatore ad operatore di una stessa società a cui viene affidata la pratica singola. In sostanza, non c'è nulla di logico o razionale nel susseguirsi di successive richieste di pagamento.

Può trovare chi preferisce proporle un base di trattativa ragionevole e chi invece la spara inizialmente grossa per poi offrire al debitore uno sconto rilevante, rappresentandogli l'occasione della vita, quella da non perdere (per capirci i 5 mila euro che lei oggi sembra rimpiangere e che, magari, avrebbe volentieri pagato se ne avesse avuto la possibilità).

La cosa da comprendere è che queste società che lucrano con l'acquisto di debiti deteriorati quasi mai promuovono azioni esecutive nei confronti del debitore, preferendo la definizione stragiudiziale a saldo stralcio.

Il livello con cui si può chiudere la posizione dipende solo dalla capacità del debitore di giocare al ribasso e dalla sua propensione a sostenere le pressioni psicologiche esercitate, spesso ai limiti del lecito, dagli operatori del call center.