Chiarezza su prescrizione bollo auto - Prescrizione dopo la notifica dell'avviso di accertamento

Domanda di falk98
2 luglio 2012 at 12:56

Ritorno sulla prescrizione bollo auto: oggi sono andato alla sede di Equitalia per fare la rateizzazione della cartella e informarmi sulla prescrizione dei bolli auto. Alle mie convinzioni che sono le seguenti: scadenza bollo 31/12 dell'anno di riferimento es. 97 , avviso di accertamento entro il terzo anno cioè entro il 31/12/2000, con conseguente interruzione della prescrizione per ulteriori tre anni , iscrizione a ruolo poniamo 31/12/2003 e notifica con cartella esattoriale. Ulteriori tre anni di interruzione dalla data della notifica. e così via tutto regolare se le interruzioni avvengono sempre entro il terzo anno.

Tutto pacifico quindi , non avendo ricevuto avvisi da 9 anni il bollo è praticamente prescritto? in equitalia controllano e veramente per 9 anni non ho ricevuto alcun sollecito o notifica di pagamento... ma... ma...le loro spiegazione son ben diverse.

L'avviso di accertamento da parte dell'agenzia delle entrate (essendo la Sardegna a statuto speciale la competenza non è della regione ma dell'agenzia delle entrate) deve essere fatto effettivamente entro tre anni quindi bollo 97 accertamento entro il 31/12/2000.

Il gentile impiegato mi spiega che con l'accertamento il bollo in sostanza cambia come dire essenza; non è più un bollo ma un avviso di accertamento per un debito tributario quindi prescrizione non più 3 ma 5 anni. Non solo, emesso il ruolo entro 5 anni e la relativa notifica con cartella esatoriale del mio bollo, fatta il 10/03/2003, va in prescrizione esattamente il 10/03/2013 cioè 10 anni dopo!

In conclusione c'è una totale confusione sulle norme della prescrizione, migliaia di pareri che si prestano a interpretazioni personali. l'impiegato in questione non ha alcun motivo di favorire equitalia solo perchè ci lavora e mi spiega che quelle norme sulla prescrizione trienale esistono veramente ma che il legislatore si è guardato bene da specificare che con l'accertamento il povero bollo non pagato diventa un nobile tributo erariale e segue la stessa strada dei suoi fratelli fiscali,irpef, iva ecc. con buona pace del debitore che qualcuno lo ha pure pagato ma che avendo stoltamente buttato via la ricevuta 3 o 5 anni dopo se lo ritrova in Equitalia magari solo perche la ricevitoria o l'Aci non ha trasmesso esattamente i dati come nel caso di un mio bollo del 2002 , pagato in ricevitoria , risultante da un sommario controllo sul sito dell'agenzia delle entrate ma che non ha impedito alla stessa di inserirlo in ruolo cin canto di cartella esattoriale specifica. .

Morale: conservate le ricevute per 100 anni o forse più perchè tanto se inserite in cartelle esattoriali non andranno mai in prescrizione a meno di un errore di Equitalia che si dimentica di reclamare il debito nei 10 anni prescritti. Cosa impossibile .

Risposta di Ornella De Bellis
2 luglio 2012 at 13:30

Innanzitutto desidero ringraziarla: raramente i frequentatori del forum inseriscono i propri feedback sulle questioni che sono state discusse, ed invece, sono proprio questi i contributi più utili. Oltre a fornire informazioni esiziali, danno anche la misura di quanta differenze ci sia fra teoria astratta e pratica realtà.

Che la prescrizione di una cartella esattoriale per debiti tributari fosse decennale era fatto noto.

Ed è pacifico che, dopo la notifica di un avviso di accertamento per la tassa automobilistica, il cui termine di decadenza è triennale, la Regione o l'Agenzia delle Entrate dovessero attivarsi entro tre anni e non cinque, per evitare la prescrizione della cartella esattoriale omessa a seguito dell'inadempimento del debitore anche rispetto all'avviso bonario.

Mentre per tributi locali, compresa la TARSU o la TARI, e debiti contributivi la prescrizione della cartella esattoriale è quinquennale.

Secondo noi, checché ne dica il "gentile impiegato", i termini di prescrizione del credito non cambiano con la notifica della cartella esattoriale: in breve, il termine eventualmente breve non cambia natura in termine di prescrizione decennale.

E, la Corte di cassazione, a sezioni unite peraltro, ha poi confermato (con la sentenza 23397/2016) il generico principio di diritto qui enunciato, così come emerge da questo articolo.