Cessione del quinto e TFR in busta paga

Domanda di Roberto Vet
23 aprile 2015 at 14:15

Io vi ho fatto la seguente domanda: se si ha un finanziamento con cessione del quinto, nel caso che il TFR maturato superi già la somma residua del debito, é possibile richiedere il TFR in busta paga?.

La Risposta di Ornella De Bellis è stata
21 aprile 2015 at 11:09
Il dipendente che abbia già accantonato un Trattamento di Fine Rapporto che copre, a garanzia, il debito residuo di una cessione del quinto in corso, potrà chiedere che la quota maturanda del TFR gli venga liquidata nelle competenze mensili a partire dal mese di aprile 2015.

Ora la mia azienda si rifiuta comunque di darmi il TFR in busta paga. Potreste gentilmente darmi dei riferimenti normativi che mi possano aiutare a far valere i miei diritti e a ottenere il TFR in busta paga?

Risposta di Ornella De Bellis
23 aprile 2015 at 14:43

La legge che consente al lavoratore dipendente di fruire della possibilità di percepire in busta paga la quota maturanda del TFR non affronta il caso specifico del soggetto che ha effettuato una cessione del quinto, il cui importo residuo da versare (comprensivo di capitale ed interessi dovuti) sia già ampiamente garantito, come lei afferma, dal Trattamento di Fine Rapporto accantonato.

L'accesso al provvedimento è precluso solo a dipendenti domestici, a quelli del settore agricolo, a chi lavora presso aziende coinvolte in procedure concorsuali e fallimentari o di ristrutturazione del debito, o a che presta servizio presso unità produttive sotto cassa integrazione straordinaria.

E, inoltre, non possono fruire dell'anticipazione in busta paga i dipendenti che abbiano meno di sei mesi di anzianità aziendale.

E' altresì evidente che il lavoratore dipendente non possa richiedere il TFR in busta paga se la quota maturanda serve ancora a coprire il debito (laddove per debito deve intendersi quanto dovuto fino alla fine della scadenza del piano di ammortamento).

Al di là di queste considerazioni va aggiunto che il datore di lavoro preferirebbe che la quota maturanda restasse associata al fondo (che può essere utilizzato come finanziamento per l'azienda) e che, comunque, per accedere ai finanziamenti agevolati per far fronte all'anticipo della quota al lavoratore le procedure da avviare non sono immediate e semplici.