Azione revocatoria di atti del debitore

Domanda di bea
3 novembre 2015 at 11:52

Purtroppo mio fratello è stato involto a mio avviso in una truffa ai suoi danni, arrivando a firmare garanzie personali su scoperti bancari della società per cui lavorava; facendo uscire puliti tutti i soci reali proprietari della stessa (gli stessi si intascavano tutto il ‘nerò incassato) e trovandosi dopo solo pochi mesi dalle sue firme a gestire il fallimento della stessa seguito dagli stessi consulenti che comunque erano intorno a lui fin dagli inizi che infatti lo hanno fatto seguire da un avvocato che gli ha consigliato di vendere il suo unico appartamento a sua mamma.

Ora mia mamma si è'trovata cause aperte per annullare questa ‘vendità che infatti è'stata annullata dal notaio ma nonostante ciò una banca non vuole rinunciare alla causa, ma vuole arrivare a sentenza con relativi accertamenti.

Mi chiedo se questa banca arrivata a sentenza potrebbe aprire altre cause a mia mamma per danni. Inoltre vorrei sapere nel caso in cui i miei genitori decidano di prelevare i loro soldi e sparissero senza lasciarne traccia i figli potrebbero rischiare cause dalle banche per presunzione che li hanno dati ai figli?

Risposta di Ornella De Bellis
3 novembre 2015 at 12:24

E' pacifico che la banca punti ad una pronuncia giudiziale di revocatoria dell'atto di trasferimento della proprietà dell'immobile dal debitore alla propria madre, e non si accontenti di non meglio precisate procedure di annullamento gestite, magari, dallo stesso notaio che pure aveva assecondato un tentativo, per quanto ingenuo, di sottrarre il bene del debitore dall'azione esecutiva eventuale promossa dal creditore.

Dubito, per quanto non sia da escludere, che la banca possa procedere a chiedere un risarcimento dei danni causati da chi, in combutta con il debitore, avesse collaborato con quest'ultimo a mettere in pratica il piano finalizzato a sottrarre il bene all'azione esecutiva: tuttavia il danno patito dovrebbe essere dimostrato dalla banca.

La tracciabilità del denaro risponde ad una esigenza che non può essere disattesa neppure nei rapporti, tra parenti o affini, riguardanti presunte donazioni. In altre parole, l'eventuale donazione deve essere provata da chi la presume attraverso le tracce del trasferimento di denaro: tracce che, tuttavia, possono consistere, ad esempio, anche in prelievi di denaro contante effettuato dal donante e successivi accrediti (globalmente equivalenti) registrati sul conto corrente dei donatari.