Azienda in fallimento - Contributi non pagati - Bancarotta

Domanda di Paolo Roberto
20 settembre 2014 at 16:06

Ho rilevato una attività commerciale srl di vendita al dettaglio nel 2009: dal 2013 ad oggi ho continuato a percepire lo stipendio dalla mia Società come Legale Rappresentante, nella ragione di circa duemila e 500 euro mensili. Non avevo la possibilità di pagare i contributi, data la notevole difficoltà economica (o mangiavo o pagavo i contributi).

Questo stipendio serviva a mantenere me e la mia famiglia (moglie disoccupata e figlio di 2 anni), pagare l'affitto di casa 850 euro, le spese di acqua-luce-gas altri 250 euro, e dei finanziamenti personali che ho preso per sostenere l'azienda stessa (sperando sempre che il "brutto" momento passasse, invece...) e che ora ripago a 800 euro mensili in banca.

In effetti per sostenere la vita mia e della mia famiglia, tolte le spese sopracitate, spendiamo meno di 900 euro al mese in 3 persone, non penso mi si possa accusare di avere voluto deliberatamente danneggiare i creditori o di ingiusto profitto.

Questi soldi da me prelevati risultano a bilancio come prestito dell'azienda a socio.

Quindi mi chiedevo, visto che ormai siamo vicini alla chiusura per fallimento del mio negozio e data la mia impossibilità a restituire questi soldi presi a prestito, è ipotizzabile che mi contestino il reato di bancarotta fraudolenta? Cosa posso fare per attenuare la mia posizione?

Risposta di Annapaola Ferri
20 settembre 2014 at 18:00

Senza dilungarci troppo su una problematica assai vasta, complessa ed articolata di cui non sono riportati (nè potrebbero esserlo in questa sede) dettagli fondamentali per poter fornire consigli utili ed affidabili (a cominciare dalle perplessità in merito alla circostanza che la srl sia davvero coinvolta in un fallimento o in una semplice liquidazione) possiamo solo dire che il codice civile prevede la responsabilità solidale ed illimitata degli amministratori nel caso di distrazione di beni della società.

Il liquidatore potrebbe promuovere nei suoi confronti un'azione di responsabilità per la distrazione dei duemila e cinquecento euro auto conferiti come compenso mensile dell'amministratore. Ma se non ci sono altri creditori, oltre all'INPS, le conseguenze delle sue disavventure si esauriranno con la semplice notifica di cartelle esattoriali per il recupero dei contributi dovuti, e non versati, alla gestione separata.