auto con fermo amministrativo su suolo privato altrui

Domanda di ubba
28 novembre 2011 at 16:02

Vi descrivo lo scenario: un'auto con fermo amministrativo il cui proprietario è deceduto lasciando il veicolo nel cortile del vicino.

Il defunto non lascia eredi, tutti i parenti hanno rinunciato all'eredità.

Sono il genero del defunto e sto cercando di dare una mano al proprietario del terreno, persona di una certa età con dei grossi problemi, a rimuovere l'auto di mio suocero.

Abbiamo interpellato la polizia municipale, ci hanno detto che non possono intervenire in quanto non è suolo pubblico.

Hanno suggerito al proprietario del terreno di mandare a Equitalia una raccomandata A/R dicendo loro di provvedere a rimuovere il mezzo entro 60 gg dal ricevimento della stessa e avvertendoli che allo scadere di detto periodo avrebbe provveduto a rimuovere e demolire il mezzo in proprio.

La raccomandata è stata inviata e ricevuta, ma oggi abbiamo scoperto che essendoci un fermo amministrativo non è possibile demolire il mezzo.

Ci siamo recati all'ufficio locale di Equitalia e successivamente contattato l'ufficio dei servizi al cittadino della medesima società.

La risposta è stata la medesima, Equitalia non può disporre la demolizione del mezzo.

Non esiste davvero nessuna soluzione? Il titolare del terreno dovrà tenersi l'auto sulla sua proprietà per sempre?

Risposta di Simone di Saintjust
29 novembre 2011 at 13:50

Non è detto: i pezzi di ricambio possono servire a chiunque, in questo periodo di profonda crisi economica, e può anche darsi che un bel mattino, svegliandosi, il vicino del de cuius non trovi più l'auto nel suo cortile.

Al vicino del de cuius non resterà altro da fare che denunciarne il furto. Ma proprio se vorrà comportarsi da cittadino modello, dal momento che nessuno lo ha nominato custode del veicolo. Vorrà dire che polizia, carabinieri, sindaco, polizia municipale, funzionari e sportelli vari per il cittadino, dovranno rivolgersi al de cuius, come peraltro avrebbero suggerito Luigi Pirandello o Franz Kafka.

Si può perdere ogni speranza nella possibilità che la burocrazia riesca a risolvere un nostro problema, ma mai perdere quella nella divina provvidenza.