atto di pignoramento presso terzi

Domanda di rossanabalsamo
30 giugno 2012 at 11:11

Sono stata citata in Tribunale per un pignoramento presso terzi insieme alla posta del mio paese e alla banca del mio paese dove però io non ho nessun conto corrente. Il mio conto corrente è cointestato con mio marito in un'agenzia postale di un altra città.

Nell'atto vengono citati solo i miei crediti. Possono prelevare la somma di denaro da questo conto in cui viene accreditato lo stipendio di entrambi? Entro quale termine e a chi posso presentare l'istanza e il pagamento di un quinto dell'importo dovuto prima del pignoramento?

Risposta di Ludmilla Karadzic
30 giugno 2012 at 11:40

In Tribunale può far presente al giudice che lei percepisce uno stipendio da lavoratrice dipendente. Oppure può proporre la conversione del pignoramento presso terzi che il creditore si accinge a chiedere, pagando il debito.

Mi sembra di intuire, tuttavia, che il creditore sia orientato a pignorare il conto corrente. Molto probabilmente perché il 20% dello stipendio da lei percepito e/o la durata del contratto di lavoro non porteranno a soddisfare il credito vantato, o almeno, non porteranno a soddisfarlo in tempi brevi. Oppure perchè, per ora, non è possibile procedere con il pignoramento dello stipendio se è in corso un altro pignoramento del quinto.

E' anche possibile che il creditore sia stato informato sulle disponibilità del conto corrente cointestato con suo marito. Il direttore dell'ufficio postale, citato in udienza, non potrà esimersi dal fornire informazioni su eventuali conti correnti postali dai lei detenuti sul territorio nazionale. Non solo su quello aperti presso lo sportello del suo paese.

IL pignoramento del conto corrente non è consentito se su di esso transita il solo stipendio del debitore. Infatti, un'azione esecutiva così congegnata violerebbe le regole sui limiti di pignoramento stipendiali e sarebbe opponibile presso il giudice dell'esecuzione. Ma, nel caso in esame, il conto è cointestato a e su di esso viene effettuato anche l'accredito degli emolumenti di suo marito.