Atto depositato presso casa comunale ma inviato a indirizzo non residenziale

Domanda di simone_1
11 gennaio 2017 at 18:19

Ho effettuato in data 24 giugno 2016 il cambio di residenza (pur rimanendo nello stesso comune di Roma) presso un'abitazione da me acquistata.

Lo stesso cambio è stato validato in data 8 agosto 2016 (cioè 45 giorni dopo la comunicazione di presa in carico, arrivata dal comune).

Successivamente mi ha chiamato mio padre perchè è pervenuto, al mio ex indirizzo di residenza, un avviso di notifica di atto mediante deposito nella casa comunale riportante la data 12 settembre 2016; preceduto da due avvisi di cortesia.

Io dal 9 novembre 2016 mi trovo a Milano per motivi di lavoro e non mi sono mai recato a ritirare l'atto in questione.

Consultando il sito di Equitalia, ho scoperto che si tratta di un atto, reso esecutivo il 21 gennaio 2016, relativo al bollo auto del 2013 non pagato.

Tale atto, poichè tutta la documentazione indicata è stata inviata al mio ex indirizzo di residenza (ed oltre i 30 giorni previsti per la validazione), poiché nessuno ha mai firmato qualcosa, nè tanto meno mi è stato notificato presso l'azienda per cui lavoro, posso considerarlo nullo?

Risposta di Patrizio Oliva
11 gennaio 2017 at 19:16

Le variazioni e le modifiche dell'indirizzo hanno effetto, ai fini delle notifica di un atto impositivo, dal trentesimo giorno successivo a quello dell'avvenuta variazione anagrafica (articolo 60, lettera f, ultimo comma del dpr 600/1973).

Poiché la variazione anagrafica è intervenuta in data 8 agosto 2016, andrebbe verificato, con accesso agli atti presso l'ufficio regionale preposto alla riscossione della tassa automobilistica, in che data è stato consegnato all'ufficiale giudiziario, per la notifica al debitore, il relativo avviso di accertamento.

Va ricordato, infatti, che deve ritenersi operante nell'ordinamento vigente un principio generale secondo il quale, qualunque sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell'affidamento dell'atto all'ufficiale giudiziario (Corte di cassazione sentenza 13970/2004).