pignoramento del conto corrente

Domanda di Miriam Trevignano
23 febbraio 2012 at 09:54

Mi diceva che in caso di mancato pagamento della multa arrivata dall'agenzia delle entrate, rischio il pignoramento del conto corrente e che mi venga preso un quinto dello stipendio.

Ora, essendo tre gli eredi a dover pagare, io, mio fratello e la seconda moglie di mio padre che si rifiuta categoricamente, ed essendo mio fratello senza reddito nè averi, in modo verrebbe effettuato questo pignoramento? Intendo, quali sono i criteri in questi casi? Non sarebbe più semplice che l'agenzia delle entrate si rifacesse su questa eredità, composta da una casa, un terreno, due macchine e un conto in banca che era di mio padre, piuttosto che rifarsi su ciò di cui viviamo e sopravviviamo?

Questa donna ci ha negato ogni accesso a questi beni, anche la chiusura del conto di mio padre. Possiamo chiuderlo e quindi prelevare ciò che rimane solo presentandoci tutti e tre e questo non è possibile vista la sua volontà a non farci avere nulla. Allora perchè non concepire un pignoramento proprio di quei soldi e di quei beni invece di toglierci ciò di cui viviamo?

Se non altro, visto che non possiamo nè pagare le tasse nè usufruire di quei soldi e quei beni, almeno servirebbero a qualcosa, pagare la multa.

Poi non ho capito la distinzione che ha fatto. Le due multe sono una per ritardata presentazione della dichiarazione di successione, l'altra perchè mio padre a suo tempo comprò una parte del terreno dal fratello dichiarando troppo poco. Avendo fatto la dichiarazione di successione con beneficio di inventario, una delle due non siamo tenute a pagarla?

Risposta di Ludmilla Karadzic
23 febbraio 2012 at 17:08

Lei fa molte domande, ma, ad esempio non ci dice l'ammontare del debito di suo padre,anche sulla base dell'importo del debito Equitalia può o meno, per legge, esperire alcune tipologie di azioni esecutive.

Ad esempio è prevista l'espropriazione di un immobile solo se il debito è superiore ad ottomila euro.

Il suo, inoltre, è un problema particolare e specifico, e lei deve esserne consapevole. Lei vorrebbe, per motivazioni senz'altro legittime, che il creditore espropriasse casa, invece di pignorarle lo stipendio.

Ma se guardasse con attenzione alle vicende che stanno interessando Equitalia negli ultimi tempi, si accorgerebbe che la stragrande maggioranza dei debitori (quelli che nella casa di proprietà ci vivono) preferirebbe il pignoramento dello stipendio e non quello dell'immobile.

Le leggi vengono scritte (almeno dovrebbero esserlo) per soddisfare le esigenze generali e non quelle particolari. Altrimenti, poi, vengono classificate come leggi "ad personam".

Le ripeto, ancora una volta, che il problema del pagamento dei debiti del de cuius si porrà quando, e se, lei deciderà di accettare. Ieri propendeva per una rinuncia. Adesso sembra essere ritornata indietro rispetto alle scelte individuate ieri.

I dieci anni di tempo che ha a disposizione prima di dover accettare l'eredità o rinunciare ad essa, le daranno modo di essere più riflessiva, stemperando l'emotività attuale. Tante situazioni potrebbero cambiare, i dissidi avranno modo di sedimentarsi e, magari, ricomporsi.

Per finire, le multe. Suo padre deve allo stato importi evasi ed elusi, gravati da sanzioni per l'omesso o parziale pagamento (non le chiami multe, per favore) ed interessi.

Quando, e se, deciderà di diventare erede di suo padre (le ricordo che adesso lei è solo una chiamata all'eredità che ha scelto di accettare con beneficio d'inventario) sarà obbligata a pagare gli importi evasi o elusi, non le sanzioni. Gli interessi saranno dovuti dall'erede limitatamente al periodo che parte dal giorno in cui suo padre è deceduto.