Pignoramento macchinario essenziale lavoro

Domanda di nandocad
2 agosto 2014 at 23:00

Sono titolare di un piccolo colorificio che a seguito di un debito non pagato con un fornitore ho ricevuto prima l'ingiunzione di pagamento (con rifiuto del creditore di accettare un pagamento rateizzato) e in seguito la visita dell'ufficiale giudiziario che mi ha pignorato, seppur in presenza di svariata altra merce, computer e altri beni materiali il tintometro, ossia l'oggetto essenziale per il proseguo dell'attività dato che senza quello sono costretto a chiudere, con un valore decisamente molto più alto del debito.

Ora mi chiedo, vi è una norma che proibisce il pignoramento dell'attrezzatura essenziale per l'attività? (art515c.p.c. dove è specificato che tali categorie di beni possono essere pignorate nei limiti di un quinto sul presupposto che il presumibile valore di realizzo degli altri beni (non strumentali all'attività lavorativa) rinvenuti dall'ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appaia sufficiente al fine della soddisfazione del credito)

In pratica è possibile che l'u.g. pignori l'unico bene veramente essenziale per il proseguo dell'attività ignorando tutta l'altra merce? Preciso inoltre che il pignoramento è avvenuto in mia assenza dato che mi ero allontanato pochi minuti per chiedere intervento di un avvocato , ciò è lecito?

L'art.515 non dice che l.u.g. non può procedere al pignoramento dei beni strumentali se non dopo aver tentato la via dell'"interpello" secondo l'art.492 co 4 c.p.c.

Inoltre è possibile che mi ritrovi un piccolo foglietto senza che ci sia un verbale o qualcosa di più concreto? Posso oppormi a questo atto?

Risposta di Ludmilla Karadzic
3 agosto 2014 at 07:47

L'articolo 514 del Codice di procedura civile (cose mobili assolutamente impignorabili) prevedeva al comma 4 l'assoluta impignorabilità degli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore. Purtroppo, però, il comma in questione è stato abrogato nel 2006 dalla legge 52.

Le norme vigenti prevedono, invece, che gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall'ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito.

Se il debitore non è presente, l'ufficiale giudiziario lascia un avviso di ingiunzione nell'immobile in cui ha eseguito il pignoramento. Mentre l'inventario dettagliato dei beni pignorati viene depositato in cancelleria e sarà consegnato, successivamente via posta, al debitore esecutato.

L'ufficiale giudiziario non è tenuto a conoscere il valore del tintometro, nè tanto meno essere a conoscenza della sua importanza nella filiera di lavorazione, se non è il debitore a metterlo al corrente. E, ancora, non è tenuto a pignorare altri beni di valore equivalente se non è il debitore ad indicarglieli.

Purtroppo, non è "cosa buona e giusta" assentarsi durante le visite dell'ufficiale giudiziario. Se è riuscito poi a trovare il legale che doveva assisterla durante il pignoramento e che non è riuscito a contattare via cellulare, potrà senz'altro esperire opposizione all'esecuzione con il suo indispensabile supporto. Dovrà spiegare che la produzione non potrà riprendere senza l'utilizzo del tintometro, ma dovrà indicare anche beni alternativi, di valore equivalente. Avendo ben chiaro il concetto che, fin quando non si procederà al loro pignoramento, in pratica, fin quando non sarà pagato un "riscatto", il tintometro resterà in "ostaggio".