A proposito dell'annuncio di ricerca per ex galeotti e culturisti da parte di una società di recupero crediti ...

Articolo inserito da Ludmilla Karadzic
12 agosto 2012 at 13:31

L'Unione Nazionale Imprese a tutela del credito (UNIREC) ha richiesto, con lettera formale, opportuni chiarimenti ed iniziative di verifica e iniziative a tutela dell'immagine degli oltre 16.000 professionisti del settore

UNIREC (Unione Nazionale Imprese a tutela del credito aderente a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici) ha richiesto, con lettera formale, opportuni chiarimenti ed iniziative di verifica al Ministero dell'Interno in ordine all'annuncio di ricerca di recuperatori del credito, apparso recentemente su un noto sito di annunci e poi pubblicato su diverse altre testate giornalistiche.

L'Associazione di categoria delle agenzie di recupero crediti italiane, settore che dà lavoro nel nostro Paese a più di 16.000 addetti, considera le modalità con cui viene descritto l'addetto al recupero crediti inutilmente provocatorie e comunque lesive dell'immagine e della professionalità degli operatori di tutto il comparto.

UNIREC si riserva ogni ulteriore azione a tutela dell'immagine e della professionalità degli addetti che potrebbe essere compromessa da iniziative di questa natura.

L'annuncio - che oltretutto è stato pubblicato da un soggetto che NON è un'azienda di recupero crediti - per le stesse parole utilizzate dall'autore appare come una provocazione.

“UNIREC - dichiara il Presidente Gianni Amprino - da sempre è impegnata nella difesa dei valori e della professionalità degli addetti del settore del recupero crediti. Queste iniziative pubblicitarie, inutilmente provocatorie, possono solo danneggiare l'immagine dei nostri operatori che, in questi tempi di crisi, svolgono invece una importantissima attività di conciliazione, con impegno, pazienza e grande professionalità, consentendo la soluzione bonaria di milioni di pratiche.

Il recuperatore oggi è l'esatto contrario di quello descritto. E sia le imprese che le famiglie italiane, che sono gli utenti finali del nostro servizio, lo sanno bene.”