Divorzio » Come si calcola la quota del TFR che spetta all'ex moglie?

In tema di separazione e divorzio, come è calcolata la quota del TFR spettante alla ex moglie?

Nel procedimento di divorzio la quota di Tfr che spetta alla ex moglie va quantificata sulla scorta del Tfr netto corrisposto in precedenza al marito.

Infatti, l'articolo 2120 Cc ammette il lavoratore a richiedere in costanza di rapporto anticipazioni sul Tfr già maturato, confermando così la piena disponibilità su parti del trattamento con l'acquisizione delle somme percepite al matrimonio.

Inoltre, l'articolo 12 bis legge Divorzio non può che interpretarsi nel senso di garantire al coniuge beneficiario la corresponsione di una quota di Tfr, calcolata sulla somma che viene corrisposta al lavoratore successivamente alla sentenza di divorzio (nella specie, è stata correttamente quantificata la quota spettante alla moglie sulla scorta del Tfr netto corrisposto al marito e non sul lordo.

In caso contrario, infatti, questi sarebbe tenuto a corrispondere alla moglie una quota in relazione a un importo dallo stesso non percepito, siccome gravato dal carico fiscale).

Questo, in pillole, l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione in merito a separazione e Tfr, con la pronuncia 24421/13.

Divorzio e TFR: considerazioni sulla sentenza

In un procedimento di divorzio, la Corte d'Appello aveva determinato la quota di TFR a favore di un ex moglie.

Nel farlo, aveva effettuato il calcolo secondo quanto percepito dal marito, nel Tfr, solo dopo l'instaurazione del giudizio divorzile.

Erano stati esclusi dalla quota, quindi, gli acconti incamerati dal marito durante la separazione personale.

La donna, però, aveva effettuato ricorso per Cassazione.

A suo parere si sarebbe dovuto fare riferimento all'intero TFR liquidato al coniuge, comprensivo degli acconti percepiti prima dell'instaurazione del divorzio.

Ma secondo la Sesta Sezione Civile, invece, nella determinazione della quota del TFR spettante all'ex coniuge, non va tenuto conto di anticipazioni percepite dall'ex marito durante la convivenza matrimoniale o la separazione personale.

Ciò, perchè si tratta di entrate nell'esclusiva disponibilità dell'avente diritto.

Dunque, secondo Piazza Cavour la quota spettante alla moglie è stata quantificata sulla scorta del TFR netto corrisposto al marito e non sul lordo.

In caso contrario, l'ex marito sarebbe tenuto a corrispondere alla moglie una quota in relazione a un importo dallo stesso non percepito, siccome gravato dal carico fiscale.

Pertanto, ricorso respinto.

20 novembre 2013 · Chiara Nicolai

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