Divorzio - il diritto dell'ex coniuge alla pensione di reversibilità [Commento 1]

  • tiziana62 25 aprile 2014 at 14:16

    Sono disperata e chiedo il vostro aiuto. Espongo il mio caso: sposata per 20anni dopo 10 di fidanzamento, 5 anni fa il mio ex mi tradisce ed io gli impongo una separazione consensuale molto onerosa per lui (abbiamo due figli anche con grossi problemi sia di salute che disoccupati). Dopo 3 anni lui chiede il divorzio e la riduzione dell'assegno. Io, che lo amo ancora, mi oppongo e chiedo la conferma dell'assegno. Il Tribunale pronuncia la cessazione del matrimonio e rinvia la decisione sull'assegno divorzile. Lui si risposta un anno fa e dopo 9 mesi muore (per di più scopro che aveva una malattia degenerativa che conosceva quando si è sposato e che è quella che ha provocato il decesso). Ma il problema mio e dei miei figli è questo: poiché il Tribunale non ha ancora assegnato a me un assegno divorzile, mi dicono che non avrò diritto alla pensione di reversibilità, perché questo è requisito indispensabile in base alla legge. Ma è possibile che la lentezza dei processi civili venga fatta pagare a me ed ai miei figli? E che la pensione debba andare per intero ad una amante senza scrupoli che è libera professionista e non dichiara redditi né paga tasse, mentre io sono una semplice impiegata e appaio una persona ricca, con un reddito di 34000 euro lordi annui che significa 1800 euro al mese?
    Qualcuno mi sa dire cosa posso fare?

    • Simone di Saintjust 25 aprile 2014 at 17:52

      Spiace dover confermare quello che lei riporta. La pensione di reversibilità costituisce una prestazione economica erogata per conservare la continuità del sostegno economico in favore dei familiari del pensionato (l. n. 74/1987): hanno diritto alla pensione il coniuge superstite, anche se separato, ed il coniuge divorziato non ri-sposatosi, se titolare di assegno divorzile.

      La ripartizione tra coniugi del deceduto va effettuata in virtù del collegamento di vari criteri: la durata del rapporto matrimoniale, l'ammontare dell'assegno goduto dal coniuge divorziato, le condizioni dei soggetti, il tenore di vita assicurabile al coniuge divorziato ecc.

      Tanto premesso, va aggiunto che, quando le sarà riconosciuto l'assegno divorzile, la coniuge del suo ex-marito dovrà corrispondere a lei gli arretrati, ovvero la quota della pensione di reversibilità che le sarà assegnata, a partire dal primo rateo successivo al decesso.

      Lei scrive che la sua controparte è persona senza scrupoli, libera professionista che non dichiara redditi, né paga tasse. Se teme di non riavere indietro gli arretrati che le spettano, posso confortarla chiarendo che, con una nemmeno tanto complicata azione giudiziale, potrà chiedere ed ottenere il pignoramento, per quanto eccede il minimo vitale, della quota di pensione di reversibilità che spetta alla sua controparte.

      Volendo, può anche chiedere al giudice (ma questa è una strada più complicata e dispendiosa) di congelare temporaneamente, in via cautelare ed in base alla circostanza che il procedimento per il riconoscimento dell'assegno divorzile è in itinere, una parte della pensione di reversibilità.

      Per il resto mi trova pienamente d'accordo sulla sua denuncia circa le disfunzioni della giustizia che si ripercuotono, il più delle volte in modo devastante, sui cittadini più deboli ed indifesi.

      Le auguro di ritrovare al più presto la serenità che merita.

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