Niente più distacchi di energia per morosità se prima non è inviata una raccomandata e non si risponde al reclamo del consumatore

Non si può procedere a distacchi di energia per morosità se prima la società fornitrice non invia una raccomandata e/o non risponde al reclamo del consumatore.

Nel caso di bollette non pagate, la società fornitrice non può sospendere la fornitura senza prima aver inviato una raccomandata al cliente: la comunicazione deve contenere la messa in mora, assieme alla nuova data di pagamento, ed alla data a partire dalla quale potrà essere distaccato il servizio (che non potrà essere mai cessato prima che siano trascorsi 3 giorni dal termine per il versamento).

La procedura è obbligatoria per tutte le insolvenze, comprese le ipotesi in cui il cliente sia stato già messo in mora per una precedente fattura non saldata: queste regole servono a risolvere i casi, abbastanza frequenti, di mancati pagamenti per bollette non recapitate da Poste Italiane, o consegnate fuori tempo utile.

In tutte le casistiche, poi, concernenti conguagli ed importi anomali, i gestori hanno l'obbligo di rispondere ai reclami scritti del cliente, prima di distaccare.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Anto Modena 8 maggio 2016 at 09:02

    Il problema è che quando facciamo ratealizzare una bolletta le rate vengono aggiunte (due alla volta) alle bollette successive.Nel caso specifico quest ultima ha già sopra due rate di una bolletta precedente.Se un povero cristo non riesce a pagare una bolletta da 700 euro come pensano che riesca a far fronte ad una da 989? E ovviamente una bolletta con già delle rate non è più ratealizzabile. Altri gestori tengono le rate a parte, Enel no.

    • Ornella De Bellis 8 maggio 2016 at 09:08

      Comprendo. Anche rinunciando consapevolmente al mercato tutelato, l'unica opzione che residua, per evitare (o almeno posporre) il distacco, è allora quella di provare a cambiare il fornitore.

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