Le regole generali che il fornitore di energia deve rispettare prima di procedere ad un distacco dell'utenza di luce e gas

Qual è la procedura legittima che consente l'interruzione della fornitura di energia per quanto riguarda i morosi di bollette elettriche e del gas: ecco fino a che punto si possono spingere i fornitori.

Le modalità con cui il gestore può procedere al distacco della fornitura elettrica o di gas per morosità, per una bolletta pagata in ritardo, sono regolamentate dalle disposizioni per il mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica e di gas naturale in materia di costituzione in mora.

Le regole, riguardano per esempio l'obbligo dei gestori di inviare una raccomandata di messa in mora al cliente ritardatario prima di procedere al distacco della fornitura e di sollecitare e intimare il pagamento entro il termine di 20 giorni.

Pertanto, se si è in ritardo col pagamento della bolletta, si riceve una raccomandata di messa in mora e si ha tempo 20 giorni per regolarizzare la fattura.

Se non si procede al pagamento, trascorsi altri 3 giorni il venditore effettua la richiesta di sospensione della fornitura che per l'energia elettrica è immediata grazie ai contatori elettronici mentre per il gas il distacco avviene tramite apposizione dei sigilli sul misuratore del cliente moroso.

Per quanto riguarda l'energia elettrica, oltre alla sospensione della fornitura, è possibile per il gestore imporre una riduzione della potenza erogata. Questo è possibile grazie ai contatori di nuova generazione, che possono essere telecomandati.

In questi casi il cliente finale si vedrà saltare continuamente l'interruttore della luce, e solo in caso di persistente morosità è possibile procedere al distacco dell'utenza da remoto.

Quando invece la fornitura non può essere cessata per morosità?

La fornitura non può essere sospesa per morosità se il cliente non è stato prima avvisato tramite raccomandata, se il pagamento è stato effettuato entro i tempi ma per cause non imputabili il cliente, gli estremi del pagamento non sono stati inviati al venditore, se l'importo da pagare è inferiore o uguale al deposito cauzionale, se la chiusura della fornitura cade in giorni festivi e prefestivi, di venerdì e sabato, oppure, se si tratta di un conguaglio o un importo anomalo per i quali il cliente ha presentato un reclamo scritto al venditore.

In questo caso, infatti, il venditore è tenuto a rispondere per iscritto al cliente prima di poter procedere al distacco della fornitura per morosità.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Anto Modena 8 maggio 2016 at 09:02

    Il problema è che quando facciamo ratealizzare una bolletta le rate vengono aggiunte (due alla volta) alle bollette successive.Nel caso specifico quest ultima ha già sopra due rate di una bolletta precedente.Se un povero cristo non riesce a pagare una bolletta da 700 euro come pensano che riesca a far fronte ad una da 989? E ovviamente una bolletta con già delle rate non è più ratealizzabile. Altri gestori tengono le rate a parte, Enel no.

    • Ornella De Bellis 8 maggio 2016 at 09:08

      Comprendo. Anche rinunciando consapevolmente al mercato tutelato, l'unica opzione che residua, per evitare (o almeno posporre) il distacco, è allora quella di provare a cambiare il fornitore.

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