Naspi diss-coll e asdi » tutto sulle nuove indennità di disoccupazione

Le nuove indennità di disoccupazione introdotte con il jobs act » Naspi Diss-Coll ed Asdi

A partire dalla data del 1 maggio 2015, entreranno in vigore le nuove indennità di disoccupazione introdotte con la riforma del Jobs Act: vi raccontiamo la Naspi, l'ASDI e la DIS-COLL.

Con il Jobs Act, che sta ufficialmente per entrare in vigore, cambieranno radicalmente, oltre alle nuove disciplina sui contratti, le discipline delle indennità di disoccupazione.

Infatti, le nuove indennità, come la Naspi e la Dis-Coll, hanno rivoluzionato l’impianto delle concessioni statali ai lavoratori che vedono interrompersi il rapporto di lavoro.

La novità più eclatante della riforma, comunque, è quella di aver introdotto, per la prima volta, un assegno di disoccupazione rivolto anche ai precari e ai lavoratori cosiddetti atipici.

Dunque, in sostanza, Tra Naspi, ASDI e DIS-COLL è tempo di novità nel settore degli ammortizzatori sociali e delle indennità di disoccupazione in vigore dal 1 maggio 2015.

Ma cosa sono, chi può beneficiarne e quanto durano queste indennità? Cerchiamo di capirlo con una scheda sintetica.

Le nuove indennità di disoccupazione in linea generale

Naspi, ASDI e DIS-COLL: cosa c'è da sapere, in termini generici, su queste nuove indennità di disoccupazione che entreranno in vigore a partire dal 1 maggio 2015.

Le indennità di disoccupazione fin ora vigenti, ovvero Aspi e mini-Aspi, andranno in soffitta tra poco più di due mesi, lasciando spazio alla Naspi, che secondo le stime del governo assicurerà un sostegno a 1,5 milioni di disoccupati nel 2015.

Inoltre, a decorrere dal 1 maggio 2015 è istituito, in via sperimentale per l’anno 2015, l’Assegno di disoccupazione (ASDI), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori percettori della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego NASpI.

Infine, in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1 gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015, anche qui In via sperimentale per il 2015, è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, una indennità di disoccupazione mensile denominata DIS-COLL.

Ma quali sono i requisiti, come si accede al beneficio e quanto spetta a chi fruirà di queste indennità? Vediamolo nei prossimi paragrafi uno per uno.

La nuova indennità di disoccupazione Naspi

Analizziamo, nel dettaglio, la Naspi, istituto sostitutivo dell’Aspi, alla luce degli ultimi dettagli operativi.

La Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) dovrebbe riguardare gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° maggio 2015. È un’indennità mensile per sostenere il reddito di chi abbia perduto involontariamente il lavoro.

I destinatari sono i lavoratori dipendenti (esclusi quelli a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni). Restano inoltre esclusi (così come già era stato per l’ASPI) gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato (OTD/OTI), per i quali rimane ancora in vigore la vecchia disciplina normativa.

Per quanto riguarda i requisiti per il diritto, il lavoratore deve aver perduto involontariamente la propria occupazione e possedere congiuntamente i seguenti requisiti:

La NASPI è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissione per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (procedura di cui all’art. 7 della Legge n. 604/1966, come modificato dal c. 40 dell’art. 1 della Legge n. 92/2012).

La prestazione è rapportata alla retribuzione imponibile degli ultimi quattro anni utili, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33.
Se la retribuzione mensile è pari o inferiore a € 1195/mensili (importo relativo al 2015, rivalutato annualmente sulla base dell’indice Istat), l’indennità mensile è pari al 75% della retribuzione.

Qualora la retribuzione mensile superi detto importo, l’indennità è pari al 75% della retribuzione, incrementato di una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. In ogni caso l’importo massimo mensile non può superare a € 1.300 (rivalutabili annualmente in base all'indice Istat).

L’indennità si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal 1° giorno del 4° mese di fruizione.

Per i soci lavoratori delle cooperative di cui al DPR n. 602/1970 e per il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, a decorrere dal 1 maggio 2015 la misura della NASPI è allineata a quella della generalità dei lavoratori.

La NASPI viene corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni. Si noti che ai fini del calcolo non si computano i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione di disoccupazione. Per gli eventi di disoccupazione dal 1° gennaio 2017, la durata massima sarà di 78 settimane (cioè un anno e sei mesi).

La domanda va presentata all'INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

La NASPI spetta a decorrere dall'ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

L’erogazione della prestazione è sempre condizionata dal permanere delle seguenti condizioni:

Il lavoratore avente diritto alla NASPI che avvii un'attività di lavoro autonomo o in forma di impresa individuale, o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio, può richiedere la liquidazione anticipata (in unica soluzione) dell’importo del trattamento che gli spetta e che ancora non gli è stato erogato.

In questo caso non viene accreditata contribuzione figurativa e non si ha diritto agli assegni familiari (che invece possono eventualmente spettare, in base al reddito, durante l’erogazione della NASPI).

La domanda per l’anticipazione va presentata a pena di decadenza entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o di impresa individuale o alla data di sottoscrizione di una quota di capitale sociale della cooperativa.

Qualora, prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la NASPI, il lavoratore instauri un rapporto di lavoro subordinato, dovrà restituire per intero l’anticipazione ottenuta, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro subordinato sia instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale.

Qualora il lavoratore in corso di fruizione della NASPI instauri un rapporto di lavoro (autonomo o subordinato), si verificano le seguenti situazioni:

Il lavoratore decade dalla fruizione della NASPI qualora:

La contribuzione figurativa accreditata è rapportata alla retribuzione imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni, comprensiva degli elementi continuativi (e non) e delle mensilità aggiuntive entro un limite di retribuzione pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile della prestazione NASPI.

Le retribuzioni computate come sopra indicato, non sono prese in considerazione per la determinazione della retribuzione pensionabile qualora siano di importo inferiore alla retribuzione media pensionabile ottenuta neutralizzando tali retribuzioni (per non danneggiare l’importo della pensione del lavoratore). Rimane salvo il computo dell’anzianità contributiva relativa ai periodi eventualmente neutralizzati per determinare la retribuzione pensionabile.

In caso di svolgimento contemporaneo di lavoro subordinato la contribuzione relativa all'IVS non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata alla Gestione prestazioni temporanee.

In caso di svolgimento contemporaneo di lavoro autonomo (con limiti di reddito tali da consentire il mantenimento dello stato di disoccupazione), la contribuzione relativa all’attività di lavoro autonomo non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata alla Gestione prestazioni temporanee.

La nuova indennità di disoccupazione per i collaboratori Diss-Coll

Tutto ciò che il contribuente deve conoscere sulla nuova indennità di disoccupazione per i collaboratori, detta Diss-Coll.

DIS COLL, cosa vuol dire? L'acronimo sta per Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa ed è istituita dall 'art. 15 del Decreto n. 22/2015 di attuazione del Jobs act.

Si applica agli eventi di disoccupazione involontaria ( quindi non in caso di recesso dal contratto da parte del lavoratore) verificatisi nel corso del 2015. Viene prospettata un'eventuale estensione del nuovo istituto per gli eventi di disoccupazione successivi, in relazione al reperimento di ulteriori risorse finanziarie.

Dalla nuova indennità DIS COLL sono esclusi :

I requisiti per la nuova indennità sono posti dal comma 2, dell’art. 15 del Decreto.

Innanzitutto i lavoratori devono essere iscritti alla Gestione Separata INPS , come per l'indennità di disoccupazione attualmente in vigore ma, rispetto alla tutela vigente, si prevedono:

Va ricordato che il precedente regime di indennità una tantum per i collaboratori non poneva come condizione che la disoccupazione fosse involontaria, come, invece, richiede il comma 1 art. 15 del decreto n. 22/2015.

Inoltre l'erogazione della nuova indennità è ora subordinata alla permanenza dello stato di disoccupazione (comma 10).

I commi da 3 a 5 disciplinano i criteri di calcolo dell'indennità. Essi, a differenza del regime attuale, fanno riferimento al reddito derivante dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e sono analoghi a quelli introdotti dallo stesso decreto per la NASpI:

E’previsto comunque un tetto massimo di 1.300 euro lordi e la riduzione del 3% ogni mese e partire dalla quinta mensilità. Per i primi 4 mesi, si ha diritto a ricevere l'intero sussidio.

La Dis coll avrà una durata massima di sei mesi . La durata è commisurata al periodo lavorato: cioè corrisposta per un numero di settimane pari alla metà di quelli lavorate nel periodo compreso tra il primo gennaio del 2014 e la data del licenziamento stesso.

Il periodo di fruizione della DIS-COLL comincia dall'ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o,in caso di domanda presentata successivamente , dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Nel caso in cui il soggetto beneficiario trovi una nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni, il diritto alla DIS-COLL decade. Se il contratto di lavoro subordinato è inferiore a 5 giorni, la DIS-COLL viene sospesa e riprende a decorrere dopo la fine del contratto.

La nuova DIS COLL sostituisce, per il solo anno 2015, l'attuale forma di tutela contro la disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi. La precedente forma di tutela resta confermata per gli eventi di disoccupazione verificatisi entro il 2014 ( il testo riporta 2013 probabilmente per un errore materiale) e riprenderebbe nel 2016, fatta salva appunto l'ipotesi alternativa di estensione temporale della DIS-COLL con nuovi finanziamenti.

E’ già in vigore dal 1 gennaio 2015 e fino al 31.12.2015 . Ad oggi mancano tuttavia le indicazioni dell’INPS sulle modalità di presentazione delle domande e il modulo di iscrizione.

Il nuovo assegno di disoccupazione Asdi

L'Asdi è una nuova indennità di disoccupazione introdotto dal Jobs Act, sperimentato per tutto il 2015 e alimentato con un fondo da 300 milioni di euro istituito appositamente dal Ministero del Lavoro.

Si chiama ASDI ed è la nuova indennità che, da quest’anno, sarà erogata in favore dei disoccupati.

Possono avere accesso all’ASDI i soggetti che:

I requisiti d’accesso all’assegno di disoccupazione sono dunque gli stessi della Naspi, ma avranno priorità i lavoratori con nuclei familiari in cui siano compresi minorenni e ai lavoratori vicini al pensionamento, secondo quanto qui di seguito chiarito.

Per ottenere l’ASDI, bisognerà trovarsi in condizione economica di bisogno in termini di Isee (la misura verrà definita con decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con l’Economia). In attesa del decreto, e solo per il 2015, l’ASDI è riservata prioritariamente ai lavoratori in cui i nuclei familiari presentano, all’interno, minorenni e ai lavoratori in età vicina al pensionamento, ma che non abbiano ancora maturato i relativi requisiti.

In ogni caso, il sostegno economico potrà essere erogato fino ad esaurimento dell’apposito Fondo istituito dal Ministero e che consta di 200 milioni per il 2015 e di 200 milioni per il 2016.

L’INPS riconoscerà il beneficio in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande e, nel caso di insufficienza delle risorse, l’INPS non prenderà in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.

L’assegno di disoccupazione ASDI verrà erogato, a partire dal 1°maggio 2015, ogni mese per una durata massima di sei mesi a partire dal giorno di accettazione della domanda.

L’importo dell’assegno sarà pari al 75% dell’ultima indennità Naspi percepita e, in ogni caso, non potrà superare l’ammontare dell’assegno sociale.

L’importo sale invece in base al carico familiare del lavoratore, la misura dell’aumento verrà però stabilita da un apposito decreto attuativo che il Governo emanerà nei prossimi 90 giorni. Lo stesso decreto stabilirà i criteri di cumulabilità.

20 marzo 2015 · Gennaro Andele

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