La pensione di reversibilità e la pensione indiretta per fratelli celibi e sorelle nubili in assenza di coniuge superstite e figli

In assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico di reversibilità o indiretto è riconosciuto ai fratelli celibi e sorelle nubili del lavoratore o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo:

  1. siano inabili al lavoro;
  2. non siano titolari di pensione diretta o indiretta;
  3. siano a carico del lavoratore deceduto.

Il fratello celibe o la sorella nubile che, dopo il conseguimento del trattamento pensionistico ai superstiti, diventa beneficiario/a di altra pensione, perde il diritto alla pensione ai superstiti con effetto dal primo giorno del mese successivo a quello di decorrenza della nuova pensione.

Anche la cessazione dello stato di inabilità e il sopravvenuto matrimonio determinano il venir meno del diritto alla prestazione dal primo giorno del mese successivo a quello di insorgenza delle cause ostative al beneficio.

La legge subordina il riconoscimento del diritto al trattamento pensionistico di reversibilità o indiretto ai fratelli celibi ed alle sorelle nubili del lavoratore o pensionato deceduto, alla sussistenza in capo ad essi del requisito della vivenza a carico alla data del decesso.

Il requisito della vivenza a carico del pensionato o del lavoratore deceduto risulta verificato al ricorrere delle seguenti due condizioni:

  1. stato di bisogno del superstite, determinato dalla sua condizione di non autosufficienza economica con riferimento alle esigenze medie di carattere alimentare dello stesso, alle sue fonti di reddito, ai proventi derivanti dall'eventuale concorso al mantenimento da parte di altri familiari. La condizione della non autosufficienza economica sussiste quando il reddito individuale del superstite, dedotti i redditi non computabili per legge, non supera l'importo del trattamento minimo della pensione maggiorato del 30%. Per trattamento minimo deve intendersi l'importo del trattamento minimo mensile di pensione previsto dall'assicurazione generale obbligatoria maggiorato di un dodicesimo della tredicesima mensilità. Sono escluse dal computo dei redditi dei fratelli celibi e delle sorelle nubili superstiti, le pensioni di guerra dirette e indirette e le pensioni ai ciechi civili.
  2. mantenimento abituale del superstite da parte del pensionato o del lavoratore deceduto che si desume dalla convivenza, ovvero dalla effettiva comunione di tetto e di mensa.

Per i fratelli celibi ed per le sorelle nubili del pensionato o del lavoratore deceduto devono essere verificate entrambe le condizioni di non autosufficienza economica e mantenimento abituale.

Una ipotesi particolare di concorso al mantenimento si ha in caso di ricovero del superstite in un istituto di cura o di assistenza con retta di degenza a carico di ente o persona diversa dal pensionato o dal lavoratore deceduto, il quale tuttavia forniva al medesimo, con carattere di continuità, i mezzi di sussistenza. In tal caso il requisito del carico sussiste purché il superstite non possa procurarsi altri mezzi di sussistenza.

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