La pensione di reversibilità e la pensione indiretta per il coniuge divorziato superstite

In caso di morte dell'ex coniuge e in assenza di un coniuge superstite avente i requisiti di reversibilità, il coniuge rispetto al quale è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e sempre che sia titolare dell'assegno divorzile, alla pensione di reversibilità, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza.

In pratica il coniuge divorziato superstite ha diritto alla pensione di reversibilità o indiretta in presenza delle seguenti condizioni:

  1. abbia la titolarità dell' assegno periodico divorzile. Al riguardo, si precisa che, in caso di liquidazione dell'assegno divorzile in un'unica soluzione, il coniuge divorziato superstite che lo ha ricevuto perde il diritto al trattamento pensionistico ai superstiti, venendo meno il legame patrimoniale con il de cuius;
  2. non risulti passato a nuove nozze. Il passaggio a nuove nozze esclude il coniuge divorziato dal diritto alla pensione ai superstiti anche se alla data del decesso dell'assicurato o del pensionato il nuovo matrimonio risulti sciolto per morte del coniuge o per divorzio;
  3. la data di inizio del versamento dei contributi da parte del de cuius sia anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  4. risultino perfezionati, in caso di decesso del lavoratore, i requisiti di contribuzione stabiliti dalla legge.

L'importo del trattamento pensionistico complessivamente attribuibile al coniuge superstite divorziato è pari al 60% della pensione già liquidata o che sarebbe spettata al lavoratore deceduto. Nel caso in cui sia presente anche un figlio avente diritto l'importo sale all'80%. Si arriva al 100% qualora abbiano diritto, al trattamento pensionistico di reversibilità o indiretto, anche due o più figli.

In caso di concorso di coniuge divorziato e coniuge superstite, mancando nella norma previsioni circa le aliquote di pensione spettanti, la ripartizione sarà operata dal Tribunale a cui il coniuge divorziato dovrà rivolgersi per ottenere il riconoscimento del proprio diritto e la determinazione della relativa misura. La sentenza del giudice costituisce giuridicamente il titolo per la determinazione dell'ammontare delle relative quote spettanti.

In attesa della notifica dell'eventuale sentenza del Tribunale, l'INPS, una volta verificato il diritto del coniuge divorziato superstite all'assegno divorzile, accantonerà cautelativamente una somma mensile di pari importo dalla quota di pensione spettante al coniuge superstite ed effettuerà a quest'ultimo il pagamento del rateo di pensione detraendo la somma accantonata.

A decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello della notifica del provvedimento del Tribunale, la prestazione verrà ripartita tra gli aventi diritto, sulla base di quanto stabilito dal Giudice. Contestualmente al primo pagamento, al coniuge divorziato superstite verrà liquidata la quota cautelativamente accantonata.

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