Il pignoramento del diritto di usufrutto

Tutto ciò che un debitore deve conoscere sulla reale possibilità del pignoramento del diritto di usufrutto: facciamo un po' di chiarezza.

Come accennato, l'usufrutto è un diritto, quantificabile in valore e come tale pignorabile in caso di insolvenza debitoria.

Il calcolo avviene sulla base del valore catastale dell'immobile e su tabelle attuariali.

Se parliamo di usufrutto vitalizio, il suo valore si calcola applicando un determinato coefficiente (relativo all'età dell'usufruttuario) - che tiene anche conto del saggio legale d'interesse - al valore catastale aggiornato della piena proprietà del bene.

Ad esempio dato 200.000 Euro il valore della piena proprietà e in 51 gli anni dell'usufruttuario, si ha che:

- l'usufrutto vale: 200.000 x 3% x 23 = 138.000 Euro
- la nuda proprietà vale (specularmente): 62.000 Euro

Inoltre, l'articolo 555 codice di procedura civile, che disciplina la forma del pignoramento, fa espressamente riferimento, non solo ai beni immobili, ma anche ai diritti immobiliari; prescrive, infatti, che l'atto di pignoramento deve indicare esattamente i beni ed i diritti immobiliari che si intendono sottoporre ad esecuzione.

All'esecuzione immobiliare risultano, pertanto, assoggettati, per espressa previsione normativa, non solo il diritto di proprietà del debitore su determinati beni immobili, ma anche il diritto di usufrutto.

Come stabilito dall'articolo 979 del codice civile la durata dell'usufrutto non può eccedere la vita dell'usufruttuario.

Il valore dell'usufrutto vitalizio dipende dalle probabilità di sopravvivenza dell'usufruttuario, e quindi non è influenzato dalla variazione del tasso legale. L'usufrutto vitalizio, infatti, vale tanto più quanto l'usufruttuario è giovane, e il suo valore si calcola sulla base di tabelle statistiche sulla durata media della vita. L'usufrutto a tempo determinato, invece, viene determinato proprio in base all'interesse legale. Si tratta infatti di stabilire il valore di un capitale che rende un interesse per un determinato numero di anni. Dal confronto tra le rispettive tabelle si può stabilire quando è più conveniente costituire un usufrutto vitalizio o un usufrutto a tempo determinato.

Tra le facoltà concesse all'usufruttuario, peraltro, meritano di essere menzionate quella di locare il bene, di concedere ipoteca su di esso (ma non anche di costituire servitù a carico del fondo), nonché di cedere il proprio diritto per un tempo determinato o perfino sine die (sempre fermo restando il limite della vita dell'originario usufruttuario, essendo vietata la disposizione dell'usufrutto “mortis causa”).

Per quanto concerne la sorte dei diritti personali di godimento che l'usufruttuario abbia eventualmente fatto nascere sul bene, in linea di massima essi vengono meno contestualmente all'estinzione dell'usufrutto. Una eccezione degna di nota, tuttavia, è rappresentata dal contratto di locazione: per tutelare le legittime aspettative ed esigenze del locatario, l'articolo 999 del codice civile prevede che i rapporti in corso di esecuzione alla cessazione dell'usufrutto, a patto che risultino da atto pubblico o scrittura privata avente data certa anteriore, continuano per la durata stabilita dal contratto di locazione, fino a un termine massimo di cinque anni (sul punto, si veda, tra le altre, Cass. Civ., sentenza numero 3457/1969).

La durata dell'usufrutto vitalizio, sarà ancorata non già alla vita dell'usufruttuario assegnatario ma alla vita del debitore esecutato, consolidandosi il diritto di proprietà in capo al nudo proprietario dopo il decesso del debitore esecutato.

Il pignoramento del diritto di usufrutto nel caso in cui il debitore sia nudo proprietario e quando usufruttuario

Nel caso di pignoramento del diritto di proprietà ove risulti che il debitore è nudo proprietario si procede ugualmente alla vendita forzata del diritto di proprietà, il quale risulterà gravato del diritto reale di godimento.

Oggetto della vendita forzata è, cioè, il medesimo diritto pignorato, con la particolarità che il diritto non sarà esercitatile in tutto il suo normale contenuto per la presenza del diritto di usufrutto fatto valere dal terzo sul bene (a meno che non si tratti di diritto di usufrutto costituito su cosa ipotecata, nel qual caso il diritto si estingue con l'espropriazione del bene ai sensi dell'articolo 2812 del codice civile, con facoltà del titolare di far valere le proprie ragioni sul ricavato con preferenza rispetto alle ipoteche iscritte posteriormente alla trascrizione del diritto).

Nel caso invece risulti che il debitore è titolare del diritto di usufrutto, non si può procedere alla vendita forzata perché il diritto pignorato non corrisponde a quello oggetto di vendita. Non è possibile cioè che l'esecuzione forzata prosegua nei limiti dell'usufrutto attesa la diversità dal diritto oggetto di pignoramento.

Non è compresa, si noti, nell'usufrutto la facoltà di disporre, che è invece il contenuto della nuda proprietà, circostanza quest'ultima a conferma dell'identità sul piano formale di diritto di proprietà e nuda proprietà, salva l'incidenza sul piano del libero godimento dell'usufrutto.

Una decisiva conferma dei rilievi che precedono è nella disciplina della vendita consensuale del diritto di proprietà. Ove il venditore sia nudo proprietario si verifica comunque il trasferimento della proprietà, ma la fattispecie resta disciplinata dall'articolo 1489 del codice civile data la presenza del diritto di usufrutto vantato dal terzo. Se invece il venditore sia semplice usufruttuario non si realizza il trasferimento della proprietà in quanto il contratto, integrante una vendita di cosa altrui (articolo 1478-1481 del codice civile), ha efficacia puramente obbligatoria.

Insomma, L'usufrutto oggetto di esecuzione forzata non è divisibile dalla nuda proprietà. Alla fattispecie non sono applicabili neppure per analogia le norme sulla divisione.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su il pignoramento del diritto di usufrutto.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.