La prescrizione dei crediti aiuta il debitore

Il debitore può salvarsi dal pagamento di un qualsiasi atto per l'avvento della prescrizione: vediamo come quando e perché.

Il debito non rimane, di norma, per tutta la vita del debitore, ma dopo un certo periodo si prescrive.

Tale periodo varia a seconda del debito.

La regola generale è che la prescrizione si compie dopo:

  1. 10 anni per tutte le obbligazioni (per esempio un contratto);
  2. 5 anni per quelle che derivano da fatti illeciti (ad esempio, il danneggiamento di un condomino per infiltrazioni d'acqua), da rapporto di lavoro subordinato, da multe stradali, da bollette;
  3. 3 anni per la parcella dei professionisti;
  4. 2 anni per i danni derivanti da incidenti stradali.

Naturalmente, c'è da dirlo, ogni richiamo al pagamento da parte di un creditore, pubblico o privato, interrompe la prescrizione.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Rita 18 aprile 2016 at 17:38

    Pongo un quesito che ho posto a diversi tecnici del settore,con risposte diverse.

    Vado al sodo: a fronte ad un decreto ingiuntivo di un debito presso una società, non avendo la possibilità di saldare il debito e né di poter seguire l'iter dell'opposizione questo è il quesito: conviene arrivare al pignoramento di 1/5 della pensione in cui grava la cessione del quinto decennale di 352€?

    Tale detrazione di 1/5 va fatta sulla metà della pensione, cioè metà di 1352 euro?

    • Ornella De Bellis 18 aprile 2016 at 17:57

      La prima parte della domanda conviene arrivare al pignoramento di 1/5 della pensione è ridondante: se lei non può pagare in un'unica soluzione, se percepisce una pensione e il debito esiste, certo, liquido ed esigibile, per cui non sussistono validi motivi di opposizione al decreto ingiuntivo, il pignoramento della pensione non è una scelta di convenienza, ma una conseguenza ineluttabile all'inadempimento.

      Per quanto attiene la seconda parte della domanda, la pensione, che indichiamo con P, va considerata al netto degli oneri fiscali e contributivi, ma al lordo della quota prelevata mensilmente per servire la cessione del quinto.

      Va poi ricordato che l'articolo 545 del codice di procedura civile prescrive che Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile per il 20%.

      Possiamo quantificare la misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà in 672 euro, per fare un esempio di calcolo.

      Pertanto, la quota che sarà prelevata per servire il pignoramento sarà il 20% di (P - 672).