La salvaguardia del debitore nell'ambito del pignoramento

Tutte le difese del debitore nell'ambito del pignoramento: che esso sia mobiliare, immobiliare o presso terzi.

Come prima cosa, è bene notare che l'ufficiale giudiziario può effettuare il pignoramento solo presso il domicilio, la residenza o la dimora del debitore.

Può recarsi anche in altri luoghi appartenenti al debitore (quali ad esempio il negozio, l'ufficio o l'officina) indicati dal creditore, purché il debitore in essi eserciti comunque la propria attività.

Può cercare beni anche sulla persona del debitore, con perquisizione, osservando le opportune cautele per rispettarne il decoro.

Solo se c'è un'apposita autorizzazione del tribunale, l'ufficiale giudiziario può pignorare cose che si trovano in luoghi non appartenenti al debitore, ma delle quali egli può direttamente disporre e di cui si presume la proprietà in capo al debitore stesso.

Inoltre, l'ufficiale giudiziario può effettuare il pignoramento solo nei giorni feriali tra le ore 7 e le 21.

Il pignoramento iniziato nelle ore prescritte può essere proseguito fino al suo compimento. Il creditore pignorante può tuttavia chiedere l'autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice da lui delegato a fare eseguire il pignoramento fuori dagli orari previsti.

Per quanto riguarda l'elenco dei beni, invece, l'ufficiale giudiziario non può pignorare: anello nuziale; vestiti, biancheria; letti, tavoli per i pasti con le relative sedie; armadi guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe e fornelli di cucina; lavatrice, utensili di casa e di cucina insieme ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore e alle persone della sua famiglia che convivono con lui.

Configurano un'eccezione i mobili (ma non i letti) di rilevante valore economico anche per accertato pregio artistico o di antiquariato.

Non possono essere pignorati, inoltre, commestibili e combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone della sua famiglia con lui conviventi; cose sacre e quelle che servono all'esercizio del culto; decorazioni al valore, lettere, registri e in genere gli scritti di famiglia, e i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione; armi e oggetti che il debitore ha l'obbligo di conservare per l'adempimento di un pubblico servizio.

Non sono pignorabili neanche i beni in usufrutto legale.

Parlando di beni immobili, se il debitore ha un sola abitazione di proprietà e vi risiede, ed essa è destinato a civile abitazione, non può essere pignorato solo se il creditore è Equitalia (cosiddetta impignorabilità della prima casa).

Su di essa, però, si può iscrivere ipoteca se il debito (con Equitalia) è superiore a 20.000 euro.

Gli altri creditori possono pignorare la prima casa.

Per quanto riguarda il pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro, esso può essere di massimo 1/5 del netto della busta paga.

Anche per il pignoramento della pensione vale il limite massimo di 1/5 per volta, ma esso non si applica sulla pensione intera ma sulla somma che residua una volta detratto il minimo vitale. Il minimo vitale, dal 2016, è pari a 672,76 euro, ossia l'importo dell'assegno sociale – pari a 448,51 euro – aumentato della metà.

Per cui, su una pensione di 1000 euro netti, il quinto pignorabile si applica su 327,24 (1.000 – 672,76) e corrisponde a 16,36 euro.

In entrambi i casi, se il creditore è lo Stato, il pignoramento può avvenire per massimo 1/10 se la mensilità di stipendio o pensione non supera 2.500 euro.

Il pignoramento sale a 1/7 per stipendi o pensioni fino 5.000 euro e arriva a massimo 1/5 per stipendi o pensioni superiori a 5.000 euro.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Rita 18 aprile 2016 at 17:38

    Pongo un quesito che ho posto a diversi tecnici del settore,con risposte diverse.

    Vado al sodo: a fronte ad un decreto ingiuntivo di un debito presso una società, non avendo la possibilità di saldare il debito e né di poter seguire l'iter dell'opposizione questo è il quesito: conviene arrivare al pignoramento di 1/5 della pensione in cui grava la cessione del quinto decennale di 352€?

    Tale detrazione di 1/5 va fatta sulla metà della pensione, cioè metà di 1352 euro?

    • Ornella De Bellis 18 aprile 2016 at 17:57

      La prima parte della domanda conviene arrivare al pignoramento di 1/5 della pensione è ridondante: se lei non può pagare in un'unica soluzione, se percepisce una pensione e il debito esiste, certo, liquido ed esigibile, per cui non sussistono validi motivi di opposizione al decreto ingiuntivo, il pignoramento della pensione non è una scelta di convenienza, ma una conseguenza ineluttabile all'inadempimento.

      Per quanto attiene la seconda parte della domanda, la pensione, che indichiamo con P, va considerata al netto degli oneri fiscali e contributivi, ma al lordo della quota prelevata mensilmente per servire la cessione del quinto.

      Va poi ricordato che l'articolo 545 del codice di procedura civile prescrive che Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile per il 20%.

      Possiamo quantificare la misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà in 672 euro, per fare un esempio di calcolo.

      Pertanto, la quota che sarà prelevata per servire il pignoramento sarà il 20% di (P - 672).