Direttiva europea sui mutui ipotecari - La retribuzione degli operatori

In particolare, i creditori e gli intermediari del credito non devono progettare le loro politiche di remunerazione in modo tale da incentivare il loro personale a stipulare un determinato numero o tipo di contratti di credito o di offrire determinati servizi accessori per i consumatori senza alcuna considerazione esplicita dei loro interessi e esigenze. In questo contesto, gli Stati membri possono ritenere necessario decidere che una determinata pratica, per esempio, legata intermediari riscossione delle tasse, è contro gli interessi di un consumatore. Gli Stati membri dovrebbero inoltre essere in grado di specificare che il compenso ricevuto dal personale non dipende dalla velocità o il tipo di contratto di credito con il consumatore.

Le politiche retributive per il personale devono riflettere e promuovere una gestione sana ed efficace del rischio. Inoltre esse devono essere in linea con la strategia aziendale, gli obiettivi, i valori e gli interessi a lungo termine del creditore, e prevedere le misure atte ad evitare conflitti di interesse. In pratica, la remunerazione degli operatori non deve pregiudicare la loro capacità di agire nel migliore interesse dei consumatori e, in particolare, non deve risultare subordinata ad obiettivi di vendita. Il che significa non assoggettare la retribuzione al numero o alla percentuale di contratti conclusi in modo tale da incentivare il personale a stipulare un determinato numero o tipo di contratti di credito o di offrire determinati servizi accessori per i consumatori senza alcuna considerazione esplicita dei loro interessi e esigenze.

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  • Ludmilla Karadzic 8 ottobre 2013 at 16:17

    La direttiva, diversamente da quanto previsto in Italia, dà la possibilità di abbinare al mutuo anche un altro prodotto (una polizza, un conto corrente, un conto deposito…).

    Per Altroconsumo, tale previsione potrebbe rappresentare per l'Italia un notevole passo indietro. Nel corso del 2012, in Italia sono state introdotte norme che considerano illecito il comportamento della banca che obbliga il cliente che chiede un mutuo ad aprire un conto corrente, oppure ad acquistare una polizza vita o una polizza incendio venduta dalla banca stessa. Il progetto di direttiva, invece, garantisce la possibilità di abbinare anche altri prodotti nel caso in cui possano dare un beneficio evidente ovvero oggettivo al consumatore, per esempio perché hanno un costo inferiore ad altri prodotti simili distribuiti sul mercato. Allo stesso modo, le norme che regolano l'estinzione anticipata del mutuo introdurrebbero un indennizzo a favore della banca attualmente non previsto in Italia.

    Dal 2007, con l'approvazione della legge Bersani, nel testo unico bancario è stata inserita una norma che afferma che l'estinzione anticipata del mutuo è sempre possibile e senza alcuna spesa . Non è prevista l'applicazione di alcuna commissione d'estinzione. Nella direttiva invece si precisa che la banca ha diritto a un indennizzo equo, giustificato dai costi sostenuti a causa del rimborso anticipato. In pratica se la banca dimostra che l'estinzione anticipata ha comportato un costo aggiuntivo, può chiedere un risarcimento al cliente”.

    Tra i pochi vantaggi per il cliente italiano, vi sarebbe nella direttiva solo l'esplicita previsione del ricorso vincolante al modello Esis per fornire le informazioni precontrattuali. Le condizioni previste nel modulo Esis saranno considerate valide per sette giorni, in modo da consentire al cliente di confrontare anche altre offerte sul mercato. Attualmente, invece, il modulo Esis, che viene consegnato solo dietro richiesta del cliente, rappresenta solo e soltanto una proposta di contratto: le condizione applicate allo sportello al momento della stipula del contratto possono infatti essere diverse. Secondo le nostre previsioni, nel momento in cui la direttiva sarà recepita, Banca d'Italia andrà fin da subito a utilizzare il modello Esis così come previsto dalle nuove Disposizioni sulla trasparenza che dovrebbero entrare in vigore nel gennaio 2014.

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