Direttiva europea sui mutui ipotecari - Pubblicità

Particolare attenzione è stata riservata alla regolamentazione delle informazioni contenute nella pubblicità relativa ai contratti di credito garantiti da ipoteca. La direttiva prevede che debba essere fornito al consumatore un esempio rappresentativo, che le informazioni precontrattuali dettagliate siano consegnate al consumatore mediante un foglio di informazioni standardizzate, che il consumatore riceva spiegazioni adeguate prima di sottoscrivere il contratto di credito.

La pubblicità relativa a contratti di credito indicante un tasso d'interesse, o altre cifre riguardanti il ​​costo del credito per il consumatore, deve contenere le informazioni standard riportate di seguito:

  1. l'identità del creditore o dell'intermediario;
  2. che il contratto di credito sarà garantito da un'ipoteca;
  3. il tasso debitore, indicando se questo è fisso o variabile o misto, e le informazioni relative alle spese comprese nel costo totale del credito per il consumatore;
  4. l'importo totale del credito;
  5. il TAEG;
  6. la durata del contratto;
  7. l'importo delle rate;
  8. l'importo totale dovuto dal consumatore;
  9. il numero di rate;
  10. l'eventuale avviso relativo al fatto che eventuali fluttuazioni del tasso di cambio possono influenzare l'importo a carico del consumatore.

Dovrà inoltre essere evidenziato se la stipula del contratto di mutuo è subordinata ad un servizio accessorio, in particolare l'assicurazione. In pratica il consumatore dovrà essere edotto in merito alla circostanza che l'assicurazione è obbligatoria per ottenere il credito (oppure per ottenerlo alle condizioni contrattuali pubblicizzate) e che il costo di tale servizio non può essere determinato in anticipo.

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  • Ludmilla Karadzic 8 ottobre 2013 at 16:17

    La direttiva, diversamente da quanto previsto in Italia, dà la possibilità di abbinare al mutuo anche un altro prodotto (una polizza, un conto corrente, un conto deposito…).

    Per Altroconsumo, tale previsione potrebbe rappresentare per l'Italia un notevole passo indietro. Nel corso del 2012, in Italia sono state introdotte norme che considerano illecito il comportamento della banca che obbliga il cliente che chiede un mutuo ad aprire un conto corrente, oppure ad acquistare una polizza vita o una polizza incendio venduta dalla banca stessa. Il progetto di direttiva, invece, garantisce la possibilità di abbinare anche altri prodotti nel caso in cui possano dare un beneficio evidente ovvero oggettivo al consumatore, per esempio perché hanno un costo inferiore ad altri prodotti simili distribuiti sul mercato. Allo stesso modo, le norme che regolano l'estinzione anticipata del mutuo introdurrebbero un indennizzo a favore della banca attualmente non previsto in Italia.

    Dal 2007, con l'approvazione della legge Bersani, nel testo unico bancario è stata inserita una norma che afferma che l'estinzione anticipata del mutuo è sempre possibile e senza alcuna spesa . Non è prevista l'applicazione di alcuna commissione d'estinzione. Nella direttiva invece si precisa che la banca ha diritto a un indennizzo equo, giustificato dai costi sostenuti a causa del rimborso anticipato. In pratica se la banca dimostra che l'estinzione anticipata ha comportato un costo aggiuntivo, può chiedere un risarcimento al cliente”.

    Tra i pochi vantaggi per il cliente italiano, vi sarebbe nella direttiva solo l'esplicita previsione del ricorso vincolante al modello Esis per fornire le informazioni precontrattuali. Le condizioni previste nel modulo Esis saranno considerate valide per sette giorni, in modo da consentire al cliente di confrontare anche altre offerte sul mercato. Attualmente, invece, il modulo Esis, che viene consegnato solo dietro richiesta del cliente, rappresenta solo e soltanto una proposta di contratto: le condizione applicate allo sportello al momento della stipula del contratto possono infatti essere diverse. Secondo le nostre previsioni, nel momento in cui la direttiva sarà recepita, Banca d'Italia andrà fin da subito a utilizzare il modello Esis così come previsto dalle nuove Disposizioni sulla trasparenza che dovrebbero entrare in vigore nel gennaio 2014.

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