Direttiva europea sui mutui ipotecari - calcolo del taeg

Al fine di creare un vero mercato interno, con un livello territorialmente omogeneo di tutela dei consumatori, la direttiva prevede disposizioni di armonizzazione ed integrazione relativamente alla fornitura di informazioni pre-contrattuali, attraverso l'adozione del prospetto informativo europeo standardizzato ESIS ed un calcolo del TAEG normalizzato.

La direttiva prevede che il TAEG debba comprendere tutti i costi che il consumatore è chiamato a corrispondere in relazione al contratto di credito e che sono noti al creditore. Deve, quindi, includere gli interessi, le commissioni, le imposte, le spese per gli intermediari del credito, i costi di valutazione della proprietà per un mutuo e tutte le altre spese, ad eccezione delle spese notarili, necessari per ottenere il credito. Come, ad esempio l'assicurazione vita, l'assicurazione incendio, le spese di apertura e di gestione di un conto corrente bancario.

Il TAEG, quindi, deve essere calcolato comprendendo anche le spese di apertura e di gestione dell'eventuale conto corrente obbligatorio e di altri costi relativi alle operazioni di pagamento.

Il calcolo del tasso annuo effettivo globale deve basarsi sull'assunto che il contratto di credito è quello in vigore per il periodo di tempo convenuto e che il creditore e il consumatore adempiano agli obblighi nei termini ed entro le date specificate nel contratto di credito.

Nel caso di contratti di credito contenenti clausole che permettono di modificare il tasso debitore oppure quando le spese da computare nel tasso annuo effettivo globale non risultino quantificabili al momento del calcolo, il TAEG va calcolato nell'ipotesi che il tasso debitore e le altre spese siano quelle fissate al momento della stipula del contratto.

Per i contratti di credito per i quali è pattuito un tasso debitore fisso per il periodo iniziale di almeno cinque anni, al termine del quale è previsto un negoziato ed un accordo sul tasso fisso da applicare al successivo periodo, deve essere evidenziato che il TAEG si riferisce esclusivamente al periodo a tasso fisso iniziale ed è quindi calcolato sull'assunto che, al termine del periodo iniziale, il capitale venga rimborsato.

Se il contratto di credito permette di variazioni del tasso debitore, il consumatore deve essere adeguatamente informato circa i possibili impatti delle variazioni sul debito e sul TAEG, almeno mediante il prospetto ESIS. Ciò deve essere fatto fornendo al consumatore un TAEG aggiuntivo che illustra i possibili rischi legati a un aumento significativo del tasso debitore. Qualora il tasso debitore non è limitato, tale informazione deve essere accompagnata da un avvertimento, evidenziando che il costo totale del credito per il consumatore potrebbe cambiare.

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Stai leggendo Direttiva europea sui mutui ipotecari - calcolo del taeg Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 15 settembre 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria nozioni di base su mutui affitti e leasing Inserito nella sezione mutui per acquisto casa e affitti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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