Diffida dei prestiti facili

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Se hai deciso di chiedere un prestito rivolgiti direttamente alle Banche o alle Finanziarie autorizzate. Sospetta di chi ti promette soldi in poco tempo e a condizioni stracciate.
Alcune società promettono prestiti incondizionati e molto vantaggiosi, nessuno dà nulla per nulla. In Italia i prestiti possono essere concessi solo dalle Banche e dalle Finanziarie legittimamente autorizzate: tutti gli altri sono soltanto intermediari, si limiteranno quindi a cercare la banca o la società finanziaria che erogherà il prestito.

L'intermediazione ha un costo di solito piuttosto alto, spesso indipendente dal buon esito della ricerca (clausola he deve essere indicata nel contratto di mediazione creditizia). Potresti ritrovarti a dover pagare dei soldi anche senza avere ottenuto nulla a volte addirittura in anticipo, a titolo di provvigione.
Quindi, se decidi di rivolgerti a una società che non sia una Banca, chiedi subito se è un erogatore diretto o solamente un mediatore creditizio.
In breve, ricordati di:

  • rivolgerti sempre direttamente alle Banche o alle finanziarie autorizzate;
  • verificare sempre il tipo di servizi che può offrirti la struttura a cui ti sei rivolto;
  • verificare meticolosamente le condizioni, i tempi ed i costi di quanto pattuito;
  • diffidare delle promesse di prestiti facili.

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9 novembre 2007 · Loredana Pavolini

Commenti e domande dei lettori

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  • karalis 11 settembre 2008 at 13:40

    Come ci si deve comportare quando si ricevono via sms o telefono, offerte di prestito da parte di sconosciute finanziarie?

    Queste si dichiarano disponibili a finanziare cifre che vanno da 700 a 10.000 euro. Oltre ad offrire prestiti per rimborsare parte di un debito pregresso. E' possibile?

    Come mai ancorché si tratti di cifre che paiono - ma non per tutti- modeste, se c'è penuria di liquidità da parte delle banche e con i battage dei media sul costo della rata e sulla portabilità dei mutui, c'è abbondanza di offerta da parte di società non bancarie?

    Commento di savino del giudice | Giovedì, 11 Settembre 2008

    Andiamo con ordine. A Roma, ma non solo, sono sempre esistite società finanziarie che hanno quali clienti degli impiegati. Questi prestiti, denominati al consumo, dovrebbero servire per acquisti di beni durevoli da pagare a rate.

    Il credito al consumo in Italia, ancorché in crescita, non ha quell'ampia diffusione che si trova all'estero. É stato in questi ultimi anni uno strumento per incentivare l'acquisto di automobili o elettrodomestici. Tanto che le stesse imprese produttrici si sono create la loro finanziaria di marca che, nel pubblicizzare il prodotto, ricordano quanto sia "il prezzo mensile" di quest'ultimo. Fin qui nulla di strano. Si applica al privato il concetto di ammortamento di un cespite acquistato da un'azienda. In altre parole anche se un'azienda paga per contanti un cespite, il relativo costo - considerando che il bene dura nel tempo - viene spalmato in vari esercizi.

    Ma cosa c'è dietro questa offerta, telefonica o porta a porta, di prestiti tanto piccoli che servono soltanto a far campare per qualche giorno o settimana?

    Non voglio demonizzare le finanziarie, le più delle quali operano con serietà ed hanno anche soci bancari. Il mio intento è un altro. Diffidate di offerte pubblicizzate in maniera clandestina. Lo dico anche a chi è disperato. Questi si rivolga a qualche ente caritatevole cercando, se possibile, di trovare un lavoro. Se si cade in un certo giro si è finiti.

    In tutti i sensi. Non siamo il Bangladesh dove un piccolo prestito può avere un senso. Siamo ancora una nazione ricca che - l'attuale governo mostri sensibilità al riguardo - deve essere meno egoista e pensare, nel proprio interesse anche, a chi vive nell'indigenza. Il lettore mi dirà: ma questi prestiti a che tassi?

    Rispondo ricordando che questi signori che prestano a Roma vengono chiamati cravattari. Spero che la mia sia una risposta esauriente.

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