Scende il tasso EURIBOR ma lo SPREAD resta alto

Ma se è vero che i tassi ufficiali sono calati molto ed è sceso anche l'Euribor, va affrontato il capitolo “spread”, vale a dire la maggiorazione percentuale applicata sul tasso di riferimento.

L'accusa delle associazioni dei consumatori è stata sempre chiara: gli spread applicati dalle banche sono stati sempre alti e ora lo sono ancora di più perché risentono delle difficoltà del settore del credito. Se una volta, infatti, lo spread medio era tra lo 0,70% e lo 0,90% ora (gennaio 2009) si va mediamente dall'1,30% all'1,70%.

Così per i mutuatari con il tasso variabile, il risparmio è sempre più basso di quello dovuto, perché questa maggiorazione percentuale incide troppo poi sulla rata finale.

Così, anche se il tasso Bce prenderà il posto dell'Euribor come tasso di riferimento, l'ago della bilancia sarà sempre lo spread con il quale le banche potranno annullare la differenza del risparmio.

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22 agosto 2013 · Piero Ciottoli

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