Inesistenza giuridica della notifica diretta » CTP di Milano - sentenza numero 75/26/11

La vicenda nasce da un ricorso presentato da un contribuente che dopo una verifica agli uffici dell'Esatri era venuto a conoscenza di dover pagare la bellezza di 9.153 euro relativa a Iva del 2003 comprensiva di sanzioni.

Il contribuente sosteneva di non aver mai ricevuto la comunicazione, Equitalia con la ricevuta di ritorno alla mano diceva al contrario di aver spedito la raccomandata che era stata ritirata dal custode dello stabile sostenendo che "la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento".

Non così invece per la XXII Commissione Tributaria che, nella sentenza elenca, individuandoli in maniera tassativa, «gli unici soggetti legittimati alla notifica della cartella, ossia: gli ufficiali della riscossione, i messi comunali, gli agenti della polizia municipale altri soggetti sempre opportunamente autorizzati dal Concessionario», ma mai quest’ultimo «direttamente», a mezzo di propri dipendenti.

Infatti  l'articolo 26, comma 1, DPR numero 602/73 elenca i soggetti puntualmente indicati dalla legge per effettuare la notifica, ossia: gli Ufficiali della riscossione; gli Agenti della Polizia Municipale;i Messi Comunali, previa convenzione tra Comune e Concessionario; altri soggetti abilitati dal Concessionario nelle forme previste dalla legge.

Secondo la Commissione Tributaria risulta dunque imprescindibile la seguente procedura per Equitalia per poter effettuare la notifica delle cartelle a mezzo posta: l'Ufficiale della riscossione (o gli altri soggetti previsti dall'articolo 26, comma 1, del DPR numero 602/73) riceve la cartella da Equitalia e compila la relata di notifica, indicando l'ufficio postale da cui parte l'atto e apponendo la propria firma; poi l'Agente postale consegna la cartella ai legittimi destinatari.

Ciò che in pratica è considerata fondamentale è l'intermediazione di soggetti allo scopo precisamente abilitati. Non viene considerata possibile la notifica a mezzo posta da parte di semplici dipendenti della società di riscossione.

La Commissione, infine, conclude rifiutando l'ipotesi del Concessionario di sanatoria dell'atto per raggiungimento dello scopo in quanto si chiarisce che ciò sarebbe plausibile solo per gli atti nulli e non per quelli giuridicamente inesistenti - come in questo caso dichiarato.

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