Il domicilio fiscale e la residenza anagrafica del contribuente

Salve, vorrei chiedere che differenza passa fra la residenza anagrafica ed il domicilio fiscale di un contribuente. Grazie.

Il domicilio fiscale, a norma dell’art. 58 dpr 600/73, per le persone fisiche coincide, generalmente, con la residenza anagrafica risultante dai registri demografici.

I soggetti diversi dalle persone fisiche (persone giuridiche) invece, hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si trova la loro sede legale o, in mancanza, la sede amministrativa; se anche questa manca, il domicilio fiscale viene assunto nel comune ove è stabilita una sede secondaria o una stabile organizzazione e, in mancanza, nel comune in cui esercitano prevalentemente la loro attività.

E’ data al contribuente anche la possibilità di eleggere domicilio fiscale (cioè scegliere un domicilio diverso da quello risultante dall’anagrafe) presso un’altra persona o ufficio, purchè tale diverso domicilio fiscale ricada comunque nello stesso comune dove si ha la residenza anagrafica. Per esempio, il contribuente può eleggere domicilio fiscale presso il proprio commercialista, se questi ha lo studio nello stesso comune ove il contribuente stesso risulta avere la residenza anagrafica.

Quando il contribuente ha operato una tale elezione di domicilio fiscale, le notifiche possono essere effettuate solo presso quest’ultimo luogo e sono nulle se effettuate presso la residenza anagrafica.

E’ importante tenere presente che qualsiasi variazione della residenza anagrafica ha efficacia solo quando siano passati 30 giorni dal verificarsi della variazione stessa.

Per esempio, se la residenza anagrafica è stata variata dagli uffici in data 1 gennaio, la cartella di pagamento può essere validamente notificata al vecchio indirizzo fino al 31 gennaio.

Originariamente, questo termine era di 60 giorni. Tuttavia, la Corte Costituzionale ha ritenuto incostituzionale la norma, in quanto il periodo di inefficacia (ai fini della notifica) della intervenuta variazione di residenza anagrafica nei registri demografici era irragionevolmente lungo. Il legislatore, pertanto, lo ha ridotto a 30 giorni.

Ancora, c’è da dire che l’Amministrazione Finanziaria ha il potere di modificare il domicilio fiscale del contribuente, spostandolo dal comune in cui egli ha la residenza anagrafica a quello in cui il soggetto svolge in modo continuativo la principale attività ovvero, per le persone giuridiche, nel comune in cui è stabilita la sede amministrativa. Ovviamente, questo provvedimento deve essere notificato al contribuente.

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Stai leggendo Il domicilio fiscale e la residenza anagrafica del contribuente Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il 1 giugno 2011 Ultima modifica effettuata il 30 marzo 2014 Classificato nelle categorie dichiarazione dei redditi tasse tributi contributi - domande e risposte, dichiarazione redditi Etichettato con tag , , . Archiviato nella sezione FAQ – domande e risposte frequenti » FAQ su fisco tasse tributi e contributi Numero di commenti e domande: 0 Clicca qui per inserire un commento o porre una domanda

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