Differenza fra carte revolving e carte di credito

Attenzione » il contenuto dell'articolo è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento in fondo alla pagina, oppure qui.

A differenza delle carte di debito o di quelle di credito a saldo (il cui rimborso delle spese del mese in media avviene il 10-15 del mese successivo in un'unica soluzione) con le revolving si entra nel settore del credito al consumo.

E,  mentre se si chiede un prestito la società a cui ci si rivolge vaglia ogni singola pratica, con la carta revolving  viene concesso un plafond di spesa da utilizzare quando e come meglio si crede. Magari anche a mesi o anni di distanza dall'emissione della stessa, con la possibilità che nel frattempo le disponibilità economiche del titolare siano cambiate in peggio, al punto tale che attivare un rimborso rateale non sia opportuno.

Le carte revolving, in particolare, si distinguono per un tasso di interesse applicato alle somme dilazionate mediamente più alto di quello dei prestiti personali o di quelli finalizzati. Pagare interessi del 17-20 per cento non è affatto inconsueto e se si tiene conto che le modalità di rimborso standard prevedono in genere una rata molto contenuta, pari al 4-5% dell'importo mensile del saldo o del fido concordato, ciò significa ritrovarsi alla fine dell'operazione avendo rimborsato un importo decisamente superiore al costo del bene che si è acquistato. È opportuno, quindi, leggere bene le condizioni contrattuali prima di utilizzarle.

Del resto, a differenza di un prestito finalizzato che viene proposto presso il punto vendita al momento dell'acquisto, qui non si corre il pericolo di farsi prendere dalla paura di lasciarsi sfuggire l'occasione di acquistare il bene desiderato. La carta può essere richiesta in qualunque momento, magari la si ha già in tasca da mesi e quindi c'è tutto il tempo necessario per studiarne caratteristiche e costi. Poi, se e quando lo si riterrà opportuno, la si potrà utilizzare in modo consapevole. Uno dei vantaggi della revolving rispetto ai finanziamenti classici, per esempio, è proprio il fatto di essere sempre disponibile e di poteressere usata con estrema semplicità senza richiedere alcuna autorizzazione specifica per ogni singola operazione.

Per bilanciare benefici e costi determinati dal tasso di interesse, però, è opportuno ridurre il più possibile il numero di rate. Quindi meglio scegliere una carta che consente di variare l'importo del rimborso mensile fino ad arrivare anche al 100 per cento del saldo o del fido concesso. Così l'acquisto fatto, volendo, lo si paga anche in soli 3-4 mesi, usufruendo dei vantaggi del pagamento rateale e al contempo limitando gli effetti del tasso di interesse.

Per fare una domanda sulla CAI (Centrale d'Allarme Interbancaria) sulle carte di pagamento (credito, debito, revolving, fidelity  ecc.) su altri strumenti di pagamento e su qualsiasi argomento correlato a questo articolo, clicca qui.

19 giugno 2010 · Chiara Nicolai

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.